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Farmacie online: i traguardi da festeggiare e le sfide per il prossimo futuro

29 ago 2025
Farmacie online: i traguardi da festeggiare e  le sfide per il prossimo futuro

L’e-commerce di farmacia non è più, ormai da tempo, un trend del momento. Sono infatti passati più di dieci anni da quando l’Italia, recependo una normativa europea, ha autorizzato la vendita online di farmaci senza obbligo di prescrizione.

Il periodo che l’e-commerce del pharma sta attraversando è davvero particolare.

Il mercato in Italia, dominato da grandi player che, come dr max, e-commerce farmacia online, hanno fatto la scelta strategica di essere presenti in rete con un portale di alta qualità e, nel contempo, sul territorio con diversi punti vendita, intercettando così pure i non nativi digitali, si è lasciato alle spalle, con la fine del 2024, un anno speciale.

Per la prima volta da quando le farmacie online sono legali, infatti, i ricavi hanno superato il miliardo di euro.

Il quadro attuale vede l’online avere un peso di circa il 4% sulla filiera del pharma in Italia. Entrando ulteriormente nel vivo dei dati degli ultimi anni ricordiamo che, dal 2018 al 2024, il tasso di crescita delle e-farmacie ed e-parafarmacie ha toccato il livello del 16%.

Numeri a dir poco positivi, dietro ai quali è possibile inquadrare soprattutto un fattore, ossia il boom del periodo pandemico, nel corso del quale è stato possibile assistere all’effettiva consacrazione del web come canale di acquisto di farmaci da banco, integratore, dispositivi medici e diversi altri prodotti.


La posizione dell’Italia su scala internazionale

A questo punto, è naturale chiedersi, dato che, come già accennato, l’Italia ha introdotto le farmacie online recependo una normativa UE, quale sia la posizione del nostro Paese su scala internazionale.

Sulla base dei dati risalenti all’inizio dell’anno, l’Italia è, a livello UE, al quarto posto dopo Germania, UK e Svezia.


Il problema dei prezzi

Non tutto quello che luccica è oro. In questo caso, a rendere meno dolce il raggiungimento di risultati a dir poco ragguardevoli è un fattore che sta rendendo difficoltosa la gestione del business da parte degli imprenditori che, avendo una farmacia con sede fisica, requisito obbligatorio per richiedere l’autorizzazione, decidono di aprire anche un e-commerce.

Di cosa si tratta? Della sempre più agguerrita competizione sui prezzi. Per comprendere la problematica, bisogna andare alla radice dell’approccio del consumatore.

Come già accennato, il boom delle farmacie online è arrivato con la pandemia, quando c’erano degli oggettivi impedimenti fisici nel recarsi presso il proprio punto vendita di fiducia.

Una volta rientrata l’emergenza, gli utenti hanno continuato a rivolgersi agli e-commerce di farmacia, ma per altri fattori.

Tra questi rientra appunto la possibilità di risparmiare. Numeri alla mano, per i farmaci senza obbligo di prescrizione si può arrivare a spendere anche il 30% in meno rispetto al canale di vendita fisico.


Gli altri fattori che pesano sui margini

Esistono anche altri fattori da considerare quando si parla di compressione dei margini degli e-commerce di farmacia. Gli imprenditori che fanno questa scelta, infatti, devono assicurarsi un flusso costante di visitatori (da trasformare in clienti).

Prima di arrivare a questo risultato deve ovviamente esserci un lavoro costante sull’advertising e sul branding, che non è certo gratuito.

Nel corso degli anni, con lo scopo di non perdere il treno vincente iniziato con la pandemia, molte e-farmacie sono state interessate da u incremento degli investimenti in pubblicità e brand awareness.

Ciò ha portato, da un lato, a una crescita del traffico ma, nel contempo, ha causato un peggioramento della posizione debitoria degli imprenditori.

Come sarà il prossimo futuro? All’insegna della crescita, anche se decisamente più bassa rispetto a quella del 2024. Fra gli altri cambiamenti attesi rientra il focus sull’implementazione tecnica delle piattaforme, dettaglio non trascurabile che, negli ultimi tempi, è stato messo in secondo piano a favore degli investimenti in pubblicità.



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