Le dinamiche di un'azienda familiare possono spesso ricordare la trama di una complessa serie televisiva, tra gelosie, figli ribelli e patrimoni milionari in bilico. È questa la premessa di "Amori&Dolori - Novelle d'Impresa Familiare", l'ultima opera di Emanuele Sacerdote, imprenditore, scrittore, docente e membro della quinta generazione della storica ditta Strega Alberti Benevento. Attraverso 35 novelle, l'autore esplora il delicato equilibrio tra sentimenti e business, rivelando come l'affettività sia, in ultima istanza, il vero motore di queste realtà.
Il binomio tra affetto e crisi
Il titolo "Amori e Dolori" rappresenta le due polarità estreme dell'esistenza umana che si riflettono inevitabilmente nell'impresa familiare . Secondo Emanuele Sacerdote, il concetto nasce dalla constatazione che un "amore" può trasformarsi in "dolore" per vari motivi, come il decesso di un congiunto o il rifiuto di un figlio di assumere l'impegno aziendale . Tuttavia, è proprio dal dolore che spesso si rinasce, tornando a una dimensione affettiva che si trasforma in motore per la continuità dell'impresa . Nelle novelle, questo si traduce in storie di riconciliazioni e riscatti, dove la gestione delle emozioni diventa cruciale tanto quanto la solidità finanziaria.
Figure "insospettabili" come catalizzatori
Un elemento distintivo della narrazione di Sacerdote è il ruolo di figure esterne o apparentemente marginali, come la tata, la segretaria storica o il personal trainer . Questi personaggi non sono solo comparse, ma veri e propri catalizzatori del cambiamento e mediatori nei conflitti familiari . L'autore utilizza questo stratagemma narrativo per umanizzare i processi aziendali, spostando l'attenzione dalle fredde gerarchie alle persone alla loro influenza determinante sull'equilibrio dell'impresa.
Il diritto all'emancipazione e la "fuga" degli eredi
L'intervista tocca un tema fortemente attuale, ossia, il dilemma tra il diritto individuale alla felicità e il dovere di preservare il patrimonio. Nell'opera si evidenzia un fenomeno crescente: circa il 10-15% degli eredi sceglie la "fuga" dall'azienda di famiglia per cercare la propria emancipazione e carriera altrove . Questa scelta nasce spesso dalla consapevolezza di non poter lavorare con i familiari senza rinunciare alla propria identità . Al contrario, chi sceglie di restare deve accettare l'impegno e la prospettiva di lavorare nello stesso luogo e settore per i successivi cinquant'anni, mettendosi totalmente al servizio dell'impresa.
Il "Quoziente Affettivo" come pilastro della longevità
L'autore introduce inoltre il concetto di Quoziente Affettivo (QA), considerato il vero pilastro per la durata dell'azienda nel tempo . Il QA non si allena con la tecnica, ma attraverso una comunicazione efficace e onesta tra le parti . "Parlatevi chiaramente di quello che volete fare", suggerisce Sacerdote, sottolineando come le fratture familiari non ricomposte diventino pericolose nel medio periodo . Proprio per questo all'interno dei consigli di amministrazione, l'affettività dovrebbe tradursi in fiducia e collaborazione, superando i blocchi tra tradizione e innovazione.
Una playlist per riflettersi
Il libro propone anche un'esperienza multimediale attraverso una playlist musicale pensata per stimolare una "visione a specchio" nel lettore . Canzoni come "La cura" di Franco Battiato sono citate come l'essenza dell'imprenditore che si prende cura della propria azienda, mentre "Mi fido di te" di Jovanotti rappresenta il delicato legame di fiducia tra un padre e un figlio . È un invito a usare l'arte e le parole dei cantautori per comprendere meglio le dinamiche umane che regolano il destino delle grandi dinastie imprenditoriali.
Ascolta tutta l'intervista di Emanuele Sacerdote nel nostro reloaded!