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Ad ogni vino il bicchiere

La forma del calice veicola i profumi che salgono al naso e indirizza il vino in bocca

di Mirco Zani
3 ago 2020
Ad ogni vino il bicchiere

Chi pensava che una volta scelto vino, annata e vitigno avesse chiuso il cerchio, ebbene si sbaglia di grosso. Manca ancora un tassello importantissimo la forma del bicchiere, o calice che vin si voglia. L'esperto della  Riedel, prima azienda a disegnare forme diverse da quelle classiche, studiando bicchieri adatti ai diversi vitigni, sostiene da sempre che ad ogni vino vada abbinato il suo bicchiere, ma non per vezzo, tutto ciò ha fondamenta ben solide nella conoscenza approfondita del "nettare" che si sta per degustare. Ruota tutto intorno ai profumi, agli aromi che vengono esalati dal vino e attraverso il bicchiere devono venire esaltati per preparare al meglio la bocca. Versate un Cabernet, per esempio, in un bicchiere “adatto”, pensato esattamente per esaltarne i suoi profumi e i suoi sapori, e poi bevetene un sorso da una flûte: sentirete la differenza. La forma del bicchiere cambia il modo in cui le molecole aromatiche salgano dal vino al nostro naso, ma non solo, direzionano anche l’ingresso del liquido nella nostra bocca, andando a “colpire” se studiati bene, i punti giusti del palato per esaltare quel tipo di vino. Un bicchiere con l’apertura più stretta, è senz'altro da abbinare ad vino bianco in quanto concentra i profumi  e aiuta a mantenere la temperatura di servizio che, di solito, è più bassa. Mentre per un rosso corposo servito a temperature più alte,  dovendo esaltare una buona ossigenazione, alla base del suo successo, richiede un bicchiere più grande. Ora parliamo di materiali con i quali vengono fabbricati i calici o bicchieri in questione. Abbiamo detto che è la forma quella che conta davvero, ma attenzione anche il materiale di cui è fatto il bicchiere non è da sottovalutare affatto. Pensate, noi potremmo bere anche dalla plastica e dell’acciaio, nel primo caso però la porosità del materiale usurerebbe i calici in poco tempo, mentre l’acciaio impedirebbe la vista, senso fondamentale durante la degustazione. Per questo i calici migliori sono di cristallo. Meglio ancora se in cristallo senza piombo, una scelta comune a tutte le aziende europee che ha fatto perdere un poco di sonorità al materiale, ma che ha fatto molto bene all’ambiente. Alla fine comunque il consiglio che ci sentiamo di dare è scegliere in base ai nostri gusti e all’area geografica dove viviamo perché sarà più facile bere certi tipi di vino anziché altri.

Dopodiche... alla salute, Cin Cin