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Come liberarsi dalla''Sindrome di Bridget Jones''

Il vero nome è "anuptafobia" ovvero la paura di rimanere single

di Mirco Zani
18 giu 2020
Come liberarsi dalla''Sindrome di Bridget Jones''

Anuptafobia è la fobia di non riuscire a trovare il compagno/marito della vita. All’ improvviso, donne che da sempre considerate intelligenti, divertenti e indipendenti non sembrano mostrare altro interesse che quello di trovare “stabilità”. Questo non sarebbe un problema, a meno che non si arrivi a vivere situazioni in cui ci si rende conto che trovare un partner per molti non è un desiderio, ma una vera ossessione o un requisito fondamentale per avere una vita completa. Come la protagonista del famoso film,"Il diario di Bridget Jones" dove  sono rappresentate molte delle ansie che colpiscono le trentenni degli anni novanta.


Pur trattandosi di una commedia romantica in cui la protagonista desidera innamorarsi, rompendo tutti gli stereotipi che da sempre caratterizzano il genere e si presenta come un'eroina fuori da ogni standard: fuma, beve troppo, ha quotidiani problemi con la bilancia, commette errori stupidi uno dopo l'altro. In definitiva, è un'eroina adatta a uomini e donne che aspirano a non soffrire più le pene d'amore in un'epoca caratterizzata dal "sesso senza impegno" e dai manuali di auto sostegno. Cosa si intende con anuptafobia, o sindrome di Bridget Jones, disturbo che  si manifesta più di frequente nelle donne dai 30 anni in su, solitamente con bassa autostima e dipendenza affettiva. Risentono maggiormente della pressione sociale e vedono nella "sigletudine" un fallimento.  Sebbene dobbiamo sempre e comunque fare i conti con un purtroppo lungo strascico emotivo, gli esperti ci fanno notare che l'isolamento forzato  ha contribuito a generare o rafforzare delle fobie, una su tutte la paura del contatto fisico. In aumento anche la "Demofobia" o paura della folla, e non ultima l' ipocondria" ovvero la paura di ammalarsi



Questo disturbo si manifesta più di frequente nelle donne dai 30 anni in su (solitamente con bassa autostima e dipendenza affettiva) che risentono maggiormente della pressione sociale e vedono nella "sigletudine" un fallimento. Tutto questo tende a generare una fortissima ansia e momenti depressivi che spingono chi ne soffre a collezionare partner anche solo per interpretare un ruolo sociale. Molto spesso alla base dell'anuptafobia c'è un attaccamento insicuro durante l'infanzia che fa pensare al soggetto di "avere qualcosa di sbagliato".. Ovviamente è possibile uscire da questo circolo vizioso e il modo migliore per farlo è ricorrere all'aiuto di uno psicoterapeuta che aiuti il soggetto a riconoscere il problema e ad affrontarlo nel modo giusto.