Non è soltanto una sensazione soggettiva, né il semplice effetto di "staccare la spina": secondo una nuova ricerca, ascoltare musica rilassante può intervenire sui circuiti cerebrali coinvolti nella gestione delle emozioni negative, aiutando l’organismo a tornare più rapidamente a uno stato di equilibrio.
A mostrarlo è un nuovo studio condotto dall'Accademia Cinese delle Scienze e pubblicato su PNAS (una delle riviste scientifiche più note a livello internazionale), che ha permesso di osservare per la prima volta più da vicino il meccanismo attraverso il quale l'ascolto musicale può aiutare il cervello a recuperare dopo una situazione stressante.
Il punto interessante è che la musica non sembrerebbe limitarsi a distrarre la mente dal problema. Agirebbe sulle connessioni tra diverse aree del cervello, mettendo in comunicazione più efficace quelle che elaborano i suoni con quelle coinvolte nella regolazione dello stress.
Google Preferred Site Prima lo stress, poi la musica Per capire cosa accade nell'organismo, i ricercatori hanno coinvolto due gruppi di giovani adulti, circa 23 anni di età.
I volontari sono stati sottoposti a esercizi matematici complessi, sufficienti a provocare una risposta fisiologica allo stress: tra i segnali osservati, l'aumento della frequenza cardiaca e livelli elevati di cortisolo, il principale ormone associato alla risposta allo stress.
Terminato il compito, è arrivato il momento dell'ascolto. Alcuni partecipanti hanno ascoltato musica rilassante, mentre altri sono stati esposti a suoni della natura. La differenza è emersa proprio nella fase di recupero.
Chi aveva ascoltato musica ha mostrato un ritorno più rapido verso una frequenza cardiaca normale e un miglioramento dell'umore rispetto a chi aveva ascoltato i suoni naturali.