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Il relitto del "Titanic" sarà tutelato

Si dovrà ottenere un permesso governativo per violare i resti di quella nave sfortunata

di Mirco Zani
23 gen 2020
Il relitto del "Titanic" sarà  tutelato

Il Titanic è il relitto più famoso e uno dei più ambiti da esploratori di grandi fondali marini non che da pirati e dagli esploratori indesiderati, ma ora grazie ad un accordo siglato tra Stati Uniti e Regno Unito, che prevede una extra-protezione oltre alla Convenzione Unesco sulla tutela del patrimonio culturale subacqueo, per visitarlo ci vorrà un permesso governativo. L'accordo dovrebbe essere esteso anche a Canada e Francia e punterà a mettere uno stop alla caccia alle memorabilia del liner affondato.  Ma procediamo con ordine dicendo dove si trovano i resti della nave da crociera protagonista di uno dei naufragi più conosciuti al mondo. Il relitto del Titanic  si trova a 3810 metri di profondità nelle acque dell'Atlantico, a 350 miglia da Terranova. Lo scheletro si trova adagiato sul fondo dell'Oceano, dove sprofondò la notte del 15 aprile del 1912.

Il ministro britannico per il mare Nusrat Ghani ha spiegato che l'accordo siglato con l'America è decisivo per preservare il relitto e mira a trattare il Titanic con sensibilità e il rispetto per gli ultimi resti delle 1.571vittime.

Chi d’ora in poi sfiderà le acque fredde dell’Oceano per immergersi con sottomarini sul relitto, scoperto da Ballard nel 1985, dovrà ottenere il via libera dai governi di Londra e Washington. Questo  importante documento ha visto la luce nel 2003 nel Regno Unito, ma entra in vigore solo adesso per via della ratifica dello scorso Novembre del segretario di Stato americano Mike Pompeo. Di fatto permettendo ai due paesi a rilasciare o respingere licenze che autorizzino o meno l'entrata nel relitto o portarsi via oggetti come gadgets a mo di ricordino. Restando per ora vincolante solo per le flotte Usa e britannica.

La Rms Titanic Inc, la società che ha avuto la licenza per esplorare e sfruttare il relitto, ha annunciato una nuova misssione per recuperare uno dei telefoni senza fili di Marconi che sono a bordo.

E' una corsa contro il tempo perché ciò che ancora resta di quella nave sfortunata, dopo 108 anni di esposizione alla salsedine, si sta sgretolando.