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Jeans a fin di bene

Una start up indiana produce sacchi a pelo per senza fissa dimora da vecchi jeans

di Roberto Bagazzoli
19 gen 2026
Foto di NEOSiAM  2024+ per Pexel
Foto di NEOSiAM 2024+ per Pexel

In un Paese dove l’acqua è una risorsa sempre più scarsa e gli inverni possono essere durissimi per chi vive in strada, anche un gesto quotidiano come buttare via un vecchio paio di jeans può avere conseguenze che raramente consideriamo

. È proprio da questa contraddizione, tra spreco e bisogno, che nasce Project Jeans, un’iniziativa indiana capace di trasformare il denim inutilizzato in sacchi a pelo per persone senza fissa dimora, unendo sostenibilità ambientale e impatto sociale reale.

Come nasce Project Jeans L’ideatore del progetto è Nirvaan Somany, giovane imprenditore sociale cresciuto a Delhi. Vivendo in una delle metropoli più popolose dell’India, Nirvaan ha toccato con mano due problemi enormi: da un lato l’accumulo di abiti inutilizzati, in particolare jeans, dall’altro le persone costrette a dormire all’aperto durante l’inverno, spesso senza alcuna protezione dal freddo.

Il punto di svolta arriva osservando un dato poco noto ma impressionante: per produrre un solo paio di jeans servono fino a 10.000 litri d’acqua.

In un Paese dove la crisi idrica è sempre più grave, buttare il denim equivale a sprecare una quantità enorme di risorse naturali. Da qui l’idea semplice ma potente: recuperare i vecchi jeans e trasformarli in sacchi a pelo resistenti, capaci di offrire calore e dignità a chi vive in strada.


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