Logo San Marino RTV

L'amore fa male agli adolescenti

Aumenta la depressione, peggiora i risultati scolastici. Meglio aspettare dopo le superiori.

di Lia Fiorio
24 set 2019
L'amore fa male agli adolescenti

L’ultima novità è che innamorarsi durante l’adolescenza farebbe male. Ma come!?!? Eppure lo dicono gli psicologi dell’Università della Georgia secondo una ricerca appena pubblicata. 594 studenti fra gli 11 e i 18 anni sono stati interrogati, così come i loro insegnanti. Ed i risultati fanno capire che sarebbe consigliabile vivere il cosiddetto "tempo delle mele" evitando flirts e primi amori e rimandando i batticuori alla fine delle superiori.

Si tenta di rottamare l'ormai autorevole teoria che gli amori precoci aiutano a crescere? Impossibile! Siamo pieni di esempi, veniamo da secoli di romanzi di formazione in cui l’Amore è il motore di tanti/e giovani. Storie che ancora ci ispirano.  In Cina dove la scuola esaspera la competizione tra studenti, alcuni istituti hanno vietato agli studenti gli «zao lian», cioè gli amori precoci. Siamo davanti allo scontro generazionale fra adulti disillusi e giovani sognatori e allo scontro di civiltà fra la cultura della produttività e quella dell’empatia.

Vera Slepoy, autrice di La psicologia dell’amore, dice: "Viviamo in un’epoca che ha esaltato l’amore come perdita di razionalità, ma quando non abbiamo ancora strutturato la nostra identità un amore finito male può modificare la percezione di sé per tutta la vita, con depressione e perdita di autostima. Ovviamente non si può impedire a un teenager di innamorarsi", spiega la psicologa ma l’errore «è di quei genitori che enfatizzano i primi amori e spingono i figli ad adultizzare i rapporti in un modo che i ragazzi non sono pronti a gestire». L’altro discrimine, avvisa, è che spesso i giovani compensano nel rapporto le mancanze affettive che vivono in famiglia. Insomma, l’adolescente va in crisi quando la relazione viene sovraccaricata di aspettative e significati. Ma una cotta vissuta con lo spirito giusto aiuta anche a crescere. Dice Slepoj: «Segna l’uscita dall’età del narcisismo».