Logo San Marino RTV

L'ascesa del pesto

Il basilico è uno degli ingredienti principali di una ricetta di cui non esiste una ricetta ufficiale

di Roberto Bagazzoli
28 apr 2026
Immagine di Pixabay da Pexel
Immagine di Pixabay da Pexel

L’Italia ama il pesto e nel 2025 è diventata il secondo produttore al mondo di basilico dopo l’India e il mercato del pesto è in continua espansione e vale sempre di più al punto che le vendite hanno sfiorato i 27 milioni di chili all’anno.

Sicuramente il suo consumo è dovuto al fatto che la coltivazione di basilico è più che raddoppiata negli ultimi 15 anni e nel 2025 ha superato gli 86mila quintali.

Il valore economico del mercato mondiale del basilico è arrivato quindi a 63,2 milioni di dollari, ma si prevede che aumenti fino a 82,7 milioni entro il 2033.

Storicamente la coltivazione del basilico era solo in Liguria, ma adesso si è allargata alla Lombardia, nella Pianura Padana, tra Pavia e Parma con l’industria conserviera.

Ma il punto è un altro, non esiste un basilico DOP (Denominazione di Origine Protetta) o IGP, (Indicazione Geografica Protetta) che dovrebbe essere quello genovese. Entrambe sono certificazioni europee che infatti tutelano i prodotti del territorio.

Nella DOP tutte le fasi di produzione, trasformazione e lavorazione devono avvenire nello stesso luogo. Mentre nella IGP solo una fase deve avvenire nel territorio indicato. Infatti la pizza napoletana è IGP.

Per adesso, il pesto è PAT, cioè Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Del resto, essendo un sugo, gli ingredienti variano a seconda della regione in cui si produce quindi è difficile codificare una versione unica.





Riproduzione riservata ©