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"L'uomo Tigre"compie 50 anni

Il 2 ottobre 1969 andava in onda in Giappone la prima puntata de “L’Uomo Tigre”.

di Mirco Zani
3 ott 2019
"L'uomo Tigre"compie 50 anni

Buon compleanno "Uomo Tigre". Il protagonista si chiama "Naoto Date" alias l'Uomo Tigre, e la serie è tratta dal manga omonimo di enorme successo in giappone e trasmesso dal 1969 fino al 1971, mentre sui nostri teleschermi arriverà solo undici anni dopo. Il cartone teneva incollati allo schermo milioni di bambini che ogni pomeriggio seguivano le imprese del lottatore ribelle che metteva la propria vita in pericolo per una giusta causa. Nato dalla mente di Ikki Kajiwara, in mezzo secolo le avventure dell'uomo tigre si sono trasformate in qualcosa di assolutamente epico Il manga da cui è tratto è stato pubblicato con grande successo in Giappone dal 1968 al 1971.

La prova della grande notorietà del personaggio fu certificata dalla richiesta della lega nipponica di wrestling, che aveva addirittura acquisito i diritti per creare il lottatore “Tiger Mask”, visto che nel manga, come nell'anime compaiono altri veri lottatori come Antonio Inoki e Giant Baba. La storia girava tutta attorno a Naoto Date un giovane orfano che entra nella spietata Tana delle Tigri, associazione che addestra lottatori al limite del disumano e li ricatta, costringendoli a versare nelle casse dell'associazione metà degli introiti da wrestler. Dopo essersi creato un'ottima fama negli Stati Uniti (dove viene soprannominato Yellow Devil) torna in Giappone, e dopo avere visitato il suo orfanotrofio decide di lasciare "Tana delle Tigri" iniziando a combattere onestamente e devolvere i suoi introiti per salvare le sorti di quello che è l'unico legame con il suo passato. Ovviamente l'associazione non intende fargliela passare liscia: per punizione invierà i più forti lottatori a sfidarlo per cercare di ucciderlo sul ring. 

La storia scandita da duelli infiniti segue il protagonista nel classico percorso di formazione/crescita/redenzione tipico di molti eroi di narrativa a cui si aggiunge uno spaccato della società giapponese dell'epoca, che cercava di riprendersi dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e le bombe atomiche. Naoto è altruista con i bisognosi ma spietato con i malvagi, deciso a difendere i deboli dalla tirannia di oppressori e violenti. Il cartone animato ha fatto della violenza la sia cifra stilistica, tra ferite, sangue e rumore dei fendenti. Nel  cartone animato la violenza assume la sua cifra stilistica, tra ferite, sangue e rumore dei fendenti.  Il ring subisce qui un'espansione spaziale che non ha precedenti a livello irrrealista, al pari del campo di calcio nel celebre "Holly e Benji", o del campo da pallavolo di "Mimì e la nazionale di pallavolo".