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La proposta di Fedez per aiutare i lavoratori dello spettacolo

Un appello ai big della musica

di Catia Demonte
15 ott 2020
La proposta di Fedez per aiutare i lavoratori dello spettacolo

Una proposta che arriva a pochi giorni di distanza dalla manifestazione silenziosa dei lavoratori dello spettacolo svoltasi a Milano davanti al Duomo, un appello, quello di Fedez, che lascia trasparire anche l'urgenza di avere "qualche certezza rispetto a un settore che è già duramente colpito e lo sarà ulteriormente nei prossimi mesi".

Il cantante si rivolge in particolare ai colleghi big della musica e punzecchia anche le agenzie: "Io non sono per gli appelli politici, nel senso che ho una visione abbastanza disincantata del mondo e credo che non servano a un cazzo fondamentalmente. Gli artisti di un certo calibro che fanno palazzetti hanno nel loro contratto una cosa che viene chiamata anticipo minimo garantito. spiega. Tutti gli artisti che hanno rimandato il loro tour hanno percepito delle somme di denaro importanti. Io stesso, che devo discutere il mio contratto di booking, metto a disposizione il 100% del mio anticipo. Se tutti gli artisti mettessero una parte del loro anticipo per istituire un fondo porteremmo avanti un po’ meno parole e un po’ più di concretezza".

Poi nelle sue stories su Instagram prosegue chiamando in causa le agenzie di booking "che non hanno rimborsato i biglietti dei tour che sono stati rimandati" e "che i soldini ce li hanno in cassa… Sarebbe bello che partecipassero anche loro, perché mi sto un po’ mordendo la lingua".

Successivamente parla anche di "Heroes" lo spettacolo online del 6 settembre all’Arena di Verona: "L’evento che è stato fatto all’Arena di Verona purtroppo non ha portato i risultati che ci si aspettava, potremmo unire le forze tutti insieme, secondo me è una bella cosa."

"A me non me ne frega una beata minchia di mettere il cappello su questa cosa", aggiunge, "ci sono stati grandissimi artisti italiani che hanno portato avanti questa causa e hanno lungamente dibattuto in televisione. Se questi artisti vogliono prendere in mano le redini di questa cosa, a me non interessa prendermi i meriti di nulla. È solo un’idea, io sono qua". Un’idea, conclude, che "assume un senso solo nel momento in cui siamo in un po’ di artisti e si raccolgono milioni di euro per aiutare 570 mila dipendenti che lavorano nella concertistica e nel mondo della musica italiana". 

Chissà quale sarà la risposta dei big italiani...