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Le bufale non vanno in vacanza

Sfatiamo i falsi miti da spiaggia

di Stefano Coveri
23 lug 2019
Le bufale non vanno in vacanza

In riva al mare, sotto il sole o in acqua per una bella nuotata è tutto un fiorire di luoghi comuni, legati a convinzioni sbagliate o a pura disinformazione. Facciamo un po’ di chiarezza.

-IN SPIAGGIA: SE METTO LA CREMA SOLARE NON MI ABBRONZO – Falso. Un fattore di protezione adeguato al nostro fototipo, da “abbassare” magari nel proseguimento della vacanza, non solo non ci impedisce di assumere un bel colore dorato, ma ci mette al riparo da dolorose scottature, da rughe e segni di fotoinvecchiamento, e da danni anche molto gravi alle cellule della pelle. In più, se ci scottiamo in apertura di vacanza, la pelle si squamerà e il nostro bel colore durerà di meno.

-LA CREMA SOLARE SI METTE AL MATTINO E DURA TUTTO IL GIORNO - Altro errore. Il modo corretto di utilizzare il solare prevede una prima applicazione circa mezz’ora prima di esporsi al sole, ripetendo l’operazione più volte nella giornata, specie dopo aver fatto il bagno e/o la doccia.

-SE E’ NUVOLO O SE SI STA SOTTO L’OMBRELLONE NON CI SI SCOTTA – Anche questo è falso. I raggi UV penetrano la coltre nuvolosa e vengono riflessi dalla sabbia, quindi l’ombrellone protegge poco. L’unico riparo efficace è coprire la pelle con un indumento.

-SE SONO GIÀ ABBRONZATA NON MI SCOTTO PIÙ – Se abbiamo già preso un po’ di colore, al sole o in un centro abbronzatura, questo primo colorito è una protezione, ma non ci mette al riparo da scottature successive. La crema protettiva non va mai abbandonata, dal primo all’ultimo giorno della vacanza.

-GLI OCCHIALI DA SOLE SONO SOLO UN ACCESSORIO DI MODA – Falso. Gli occhiali da sole hanno lo stesso ruolo protettivo che le creme solari hanno per la pelle. Per questo occorre indossarli sempre quando la luce è molto intensa, sia al mare sia in montagna: i raggi ultravioletti possono danneggiare la retina in modo molto grave e irreversibile.

-STARE AL SOLE CI FA FARE SCORTA DI VITAMINA D – Vero e falso insieme. La sintesi di questa preziosa molecola è attivata dai raggi solari, per cui il fatto di esporsi al sole è un ottimo modo per assicurarsene i benefici. Non è però possibile farne “scorta” perché quella in eccesso viene eliminata dall’organismo.

-DOPO PRANZO NON SI PUÒ FARE IL BAGNO PER ALMENO TRE ORE - E’ un tormentone che ci ha ossessionato quando eravamo bambini. In effetti il rischio di un bagno in piena digestione è quello della congestione, una eventualità temibile e persino mortale. La verità in proposito è che tutto dipende dai tempi di digestione, che variano a seconda di quello che abbiamo mangiato e dalla temperatura dell’acqua. Per non correre rischi, basta immergersi gradualmente e tornare all’asciutto al primo segnale di disagio.

-A PIPÌ CURA LE PUNTURE DI MEDUSA – Altra falsa credenza. L’urina non ha alcun effetto sulle sostanze urticanti contenute nei tentacoli di medusa, perché non raggiunge un Ph abbastanza acido da neutralizzarle. E’ una cura fai-da-te da evitare perché può peggiorare l’irritazione della pelle. Meglio lavare la pelle con acqua e bicarbonato e applicare un prodotto apposito da acquistare in farmacia . Chiedere consigli al bagnino è un'altra soluzione.

-SE SI ASSUMONO FARMACI NON SI DEVE STARE AL SOLE - Questo invece è vero, almeno per alcuni tipi di farmaci. Gli antibiotici ad esempio richiedono di evitare l’esposizione al sole, per evitare macchie o altri inconvenienti. La pillola anticoncezionale, a quanto si sa al momento, non sembra creare particolari problemi, anche se esiste ancora un certo dibattito in proposito. Nessun problema invece con vitamine e integratori, mentre occorre cautela con i farmaci che si utilizzano per regolarizzare la pressione: il caldo può favorire l’ipotensione, per cui i due effetti potrebbero sommarsi.

Mi auguro possano essere stati utili questi suggerimenti, in modo che tutti si possa passare una bella, divertente e piacevole vacanza, senza "indovinelli" da risolvere. Buona vita