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Tacco 12 anche per gli uomini?

Dopo la biancheria di pizzo "for men" ora arrivano anche gli "stiletti" dal 42 in su

di Lia Fiorio
4 nov 2019
Tacco 12 anche per gli uomini?

Jared Leto, Harry Styles, Sam Smith... sono alcuni dei personaggi dello showbiz che amano indossare i tacchi. E se pensate che lo stiletto è solo "cosa da donne" vi sbagliate. Sono sempre più le aziende che come filosofia hanno questa "mission": "Gli uomini dovrebbero avere la possibilità di indossare i tacchi se lo desiderano". E' il caso di Syro, un marchio calzaturiero newyorkese che recentemente ha scommesso sulla produzione di scarpe, stivali, sandali col tacco per gli uomini. Non importa con che misure, fino alla 47

E' vero che nella nostra cultura i tacchi sono un simbolo di femminilità e glamour, ma nel passato il tacco era un accessorio essenziale ed esclusivo per gli uomini. Per esempio una calzatura con un tacco pronunciato era molto pratica quando si cavalcava e addirittura indicava lo status sociale di chi la indossava. 

Breve storia: iniziamo dalla Persia, ora Iran, dove i cavalieri ritenevano che questo tipo di calzature fossero ideale in battaglia. In sella i soldati si agganciavano saldamente alle staffe con il tallone, per governare meglio il cavallo e nello scontro riuscire a scoccare le frecce con maggior precisione.

Quando la Persia iniziò a mantenere relazioni diplomatiche con l'Europa occidentale, un'ondata di interesse per tutto ciò che aveva a a che fare con quel lontano paese percorse la società di allora. Nel campo della moda le scarpe in stile persiano vennero adottate con grande entusiasmo dagli aristocratici europei che ritenevano di avere così un aspetto più virile, una mascolinità che poteva essere raggiunta solo indossando i tacchi alti. Ma quando la moda raggiunse le classi inferiori, l'aristocrazia rispose aumentando drasticamente l'altezza delle loro scarpe per distinguersi dalle classi inferiori.



Quindi sono stati gli uomini i primi ad essere attratti dai tacchi, ma poi le donne decisero di indossare a loro volta elementi di abbigliamento maschile. Da quel momento l'alta classe europea adottò una moda di scarpe unisex fino alla fine del diciassettesimo secolo, quando le cose iniziarono a cambiare. I tacchi maschili rimasero quadrati, robusti e bassi, mentre quelli delle donne divennero più snelli e curvi.

Con il fervore della rivoluzione industriale, In Inghilterra gli uomini passarono ad indossare abiti semplici legati al lavoro. Anche le calzature divennero più comode, con tacchi più pratici, perchè gli uomini avevano compreso gli svantaggi nel camminare con questo tipo di scarpe nel loro uso quotidiano e smisero di usarli.


Fu l'inizio di quella che è stata definita la "Rinuncia al grande maschio", che ha portato all'abbandono dell'uso di gioielli, colori brillanti e tessuti ostentati. A favore di una moda dai colori scuri, sobria e omogenea. L'abbigliamento maschile non funzionava più per definire una classe sociale e quando questi confini tra le classi iniziarono ad essere più tenui in termini di moda, le differenze tra i sessi iniziarono ad essere più pronunciate.

Negli anni '60, il tacco alto ha avuto un breve revival. Per esempio gli stivali da cowboy, oppure le zeppe negli anni '70  comuni tra i/le più giovani. Poi l'oblio... Rinascerà?