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Mi chiamo Andrea faccio fumetti

Il Genio di Andrea Pazienza rivive sul palcoscenico del Petrella con Andrea Santonastaso

di Mirco Zani
31 gen 2020
Mi chiamo Andrea faccio fumetti

Mi chiamo Andrea, faccio fumetti è una biografia, ma non è una biografia. È un monologo disegnato. È un omaggio che non vuole omaggiare nessuno. È una dichiarazione di resa di fronte alle sentenze perentorie del destino. È l'ennesima constatazione di un Salieri di fronte ad un Mozart. Andrea Santonastaso, attore oggi, disegnatore di fumetti una volta, racconta, attraverso le parole scritte da Christian Poli, l'arte di Andrea Pazienza dichiarando la sua impotenza di fronte al talento immenso di questo istrione dei pennelli (ma anche dei pennarelli, delle matite, dei gessetti…) scomparso nel 1988 all’età di 32 anni. Lo fa dichiarando la sua inferiorità, ma anche la sua rabbia di fronte allo spreco cosciente e quasi premeditato di tanta arte pura in nome della follia di “un buco”. Lo fa raccontando Pentothal, Zanardi, Pertini…Lo fa entrando “dentro” a Gli ultimi giorni di Pompeo, soprattutto.