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Un anno ai Giochi Olimpici di Rio: perchè Roma può sperare

5 ago 2015
Un anno ai Giochi Olimpici di Rio: perchè Roma può sperareUn anno ai Giochi Olimpici di Rio: perchè Roma può sperare
Un anno ai Giochi Olimpici di Rio: perchè Roma può sperare - In Brasile è emergenza acqua: l'OMS ha disposto analisi per valutare eventuali rischi per gli atleti...
Sincronizzate gli orologi: da oggi il count down per le Olimpiadi di Rio de Janeiro segna un anno esatto dalla cerimonia d'apertura dei XXI Giochi. Questa sera – ai piedi del Corcovado – sarà il presidente dei CIO Thomas Bach a darà formalmente il via alla marcia di avvicinamento: lo farà insieme al presidente del comitato organizzatore che – nonostante i dubbi – assicura come “i lavori siano in linea con le previsioni”.
In Brasile 10500 atleti rappresenteranno 205 paesi: le 42 discipline olimpiche – 23 quelle paralimpiche – metteranno in palio 306 medaglie in 19 giorni di gare. Sul Tropico del Capricorno di tornerà a gareggiare per un podio olimpico nel golf – oltre un secolo più tardi – e nel rugby a 7, altro piacevole ritorno. Il lavoro silenzioso di 53000 persone, di cui 45000 volontari, sarà il meccanismo della riuscita dell'evento, che già richiama su di sé le polemiche relative alla qualità dell'acqua della Baia di Guanbara, che metterebbe a rischio la salute dei velisti in gara. L'OMS ne ha disposto gli esami per fugare ogni dubbio.
Se uno manca a Rio, cinque anni ancora ci separano dall'Olimpiade di Tokyo, che per il momento ha svelato il simbolo: una “T” stilizzata che richiama Tokyo, Tomorrow e Team. Nonostante il logo sia già stato accusato di plagio in quanto molto simile a quello del Theatre de Liege di un paio d'anni fa, le Olimpiadi nipponiche – le seconde della storia – stanno già incassando assenso universale, anche se la promessa di riutilizzare gran parte delle strutture che furono del 1964 difficilmente potrà essere mantenuta al 100%.
Per un bis – in Estremo Oriente – c'è anche una prima volta: Pechino è stata infatti scelta quale città ospitante le Olimpiadi Invernali del 2022, vincendo il braccio di ferro con la kazaka Almaty. La capitale cinese sarà dunque l'unica ad aver ospitato un'edizione estiva ed una invernale della contesa a cinque cerchi.
Dulcis in fundo: Roma. L'ottimismo tutto tricolore di Malagò e l'entusiasmo di Renzi – che auspica alla staffetta con Tokyo, come fu a parti invertite negli anni Sessanta – potrebbero non bastare. Quella della Città Eterna resta una candidatura forte e gradita al CIO, così come l'esclusione di Boston per volontà del sindaco che non se la sente di affrontare un tale gravoso impegno economico che rischia di ricadere sulle tasche dei cittadini, sono carte a favore dell'opzione italiana. Ci sarà comunque da vincere la concorrenza di Amburgo e – soprattutto – Parigi, con Budapest un passo indietro. Tra due anni il verdetto definitivo: non si esclude la scesa in campo delle potentissime Doha e Baku. Sarà da vedere in tal caso se si farà una scelta di cuore o di portafogli.

LP