La bandiera olimpica a Tokyo

Ha attraversato tutto l'Oceano Pacifico per portare l'entusiasmo a cinque cerchi dalla prima edizione sudamericana dei Giochi Olimpici alla terza del Sol Levante, che con Tokyo – proprio come nel 1964 – torna a riabbracciare le Olimpiadi per l'edizione del 2020.

Sbarcato con i rappresentanti del Comitato Olimpico giapponese, nonché il Governatore della Città di Tokyo – Yuriko Koike – il vessillo ha già portato spirito olimpico e partecipazione in Estremo Oriente.

Siamo tornati a casa e questa bandiera non é pesante come potrebbe sembrare. Tuttavia la responsabilità che questo vessillo porta con sé è enorme: spero che ognuno di noi possa collaborare sotto questa bandiera nella realizzazione di splendidi Giochi Olimpici e Paralimpici a Tokyo nel 2020”.

Quella giapponese punterà molto sulla riqualificazione di strutture già esistenti, investendo in una macchina organizzativa che per precisione e puntualità non ha eguali e che – almeno nelle aspettative – non porterà a spiacevoli solleciti da parte del CIO o tirate d'orecchi per la costruzione tardiva di strutture indispensabili, come gli alloggi per gli atleti.

Insomma, un'Olimpiade tutta nuova e che dista poco meno di quattro anni. Un'eternità per chi da oggi lavora per il riscatto, un battito di ciglia per chi – dall'altra parte del mondo – punta a un'indimenticabile esperienza ai piedi del Monte Fuji.

LP

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