Basket, furia Repesa: "Gruppo di egoisti, non è la mia squadra"

Jasmin Repesa non è di quegli allenatori che - ragionato lo sfogo - fa buon viso a cattivo gioco in conferenza stampa, davanti a microfoni e riflettori, per riversare in allenamento la rabbia e l'ardore che non ha visto espressi in campo dai suoi. Anzi, l'enorme trasparenza dello sloveno lo porta ad un durissimo sfogo a caldo, un attacco che covava da una decina di giorni (le tre sfide europee con Olympiacos, Real Madrid e Bamberga soprattutto): "Non c'è stata la reazione che avevo chiesto, in campo; allora devo reagire io e dire la verità su come sta andando questa squadra: ci sono troppi giocatori che non vogliono piegare le gambe e tanti che pensano esclusivamente ai numeri personali. C'è troppo egoismo. Tutti sanno che le mie sono squadre vere, specialmente in difesa. Questa non è la mia squadra e non voglio accostargli il mio nome".

Riconosce anche le sue responsabilità, l'ex Fortitudo: "Mi metto in discussione, perché sono una persona troppo orgogliosa e perché questa squadra riflette il mio lavoro, ma così non si va avanti".

Niente dopo Bamberga: "Questo sfogo doveva arrivare prima e già con l'Olympiacos si è visto qualcosa che non andava, per non parlare della partita col Real Madrid, ma lì non ho voluto dire niente. A Bamberga abbiamo fatto una prestazione decente per 18 minuti, difendendo malissimo nel resto dell'incontro. Con tutto il rispetto di Torino, con la panchina più lunga su cui possiamo contare e in reazione alla sconfitta di Bamberga, dovevamo tenerli sotto i 70 punti".

La soluzione? "Allenamento doppio, domani. Piegheranno le gambe oppure sono fuori. Indolenza? Se arriviamo a parlare di indolenza con i contratti che hanno sottoscritto è una vergogna e se qualcuno di loro trova un'altra squadra domani, può andare; non sono sicuro però che qualcuno li prenda. Siamo andati a mercato dopo 7-8 big e nessuno li ha cercati".

Attacco al singolo? Non esattamente: "Sono tantissimi i giocatori che devono sentirsi coinvolti. È facile quando c'è un pezzo da togliere, purtroppo sono in tanti in questo caso. Della partita di oggi salvo solo il risultato, sono ferito come persona e come allenatore che ha una filosofia della vita completamente diversa da questa. Non può una vittoria così nascondere problemi del genere che - se rimandati - diventano ancora più grandi".


Luca Pelliccioni

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