L'Emilia-Romagna attende il passaggio del Giro d'Italia inaugurando una mostra sugli eroi delle due ruote, dai grandi agonisti a chi ha reso la bici uno strumento di lotta, integrazione sociale e vita comune, talvolta di Resistenza. "Non solo Coppi. La bicicletta e il suo tempo" è il titolo dell'esposizione incentrata sui lavori dell'illustratore Claudio Pesci, il "pittore di Fausto Coppi", che ha contribuito con numerose riproduzioni visibili nei locali dell'Assemblea legislativa regionale, a Bologna.
Oltre a quello del "Campionissimo", sono presenti ritratti di leggende come Gino Bartali, Alfredo Binda, Costante Girardengo, Felice Gimondi e Marco Pantani, ma anche di personaggi legati al ciclismo come il cardinale Matteo Maria Zuppi e don Giovanni Fornasini, che fu ucciso per il proprio impegno antifascista e democratico.
Se il giro passerà domenica 17 maggio, con la nona tappa, da Cervia a Corno alle Scale, la mostra sarà visitabile fino al 28 e "non si limita al ritratto celebrativo del campione, ma indaga la competizione sportiva come metafora dell'esistenza", ha detto il presidente dell'Assemblea, Maurizio Fabbri. Filo conduttore è la bici, narrata in tutte le declinazioni che ha avuto durante la storia d’Italia: simbolo dell’agonismo, strumento utile per attraversare città e campagne, emblema della lotta di Liberazione. Bici di cui è per altro presente un esemplare prezioso, quella su cui Coppi vinse il Giro d'Italia nel 1949.
"Io ho dipinto Coppi in tutte le salse - racconta Pesci -, dal suo paese a lui grande e piccolo, in tutte le misure. Questo perché ho un ricordo di famiglia: mio padre era un dirigente sportivo del ciclismo a Bologna e io ho avuto la fortuna di conoscere Coppi da bambino. Poi lui è mancato e io, per una serie di ragioni, ho continuato a conservare il suo ricordo per una carezza che mi ha lasciato praticamente senza capelli quando ero piccolino".