Eurolega, Top 16: chi sale e chi scende al giro di boa

Per alcuni è ancora troppo presto per fare i conti, per altri è fin troppo tardi anche per sperare. Nel secondo gruppo ci finiscono Malaga, Stella Rossa e Milano. Delle tre, la sola formazione di Banchi ha raggiunto i Playoff lo scorso anno, pur mettendo in discussione – per il futuro – anche la partecipazione alle Top 16. L'EA7 vista in queste settimana infatti non merita di ritrovarsi nel G16 d'Europa: il 97-75 di Mosca è il canto del cigno.
Mostruosa la prestazione moscovita: i rossoblu anche quest'anno corrono per vincere ,ma non lo fanno dal 2008 quando curiosamente si laurearono campioni d'Europa a Madrid, nella stessa arena che ospiterà le Final Four quest'anno. Inutile dirlo: a Mosca ci sperano. Russo il colosso, russa la sorpresa: pochi davano credito al Nizhny Novogorod, eppure gli uomini di Bagatskis hanno vinto due partite e fornito ottime prestazioni trascinati da Parakhouski sotto i vetri e Rochestie in regia. Pensare ai Playoff è pretenzioso, ma per una formazione fondata 15 anni fa e all'esordio in Eurolega è sicuramente una stagione fenomenale.
Se non stupisce vedere Real Madrid, Maccabi e Barcellona in vetta al Gruppo E, la ritrovata competitività di Galatasaray e Panathinaikos – per il quale ci si attendeva una stagione interlocutoria – ha ridato smalto ad una fase – quella di Top16 – in cui ancora si vedono sfide con differenziali tecnici troppo ampi.
A Berlino ancora si stropicciano gli occhi per le tre vittorie in sette partite in Top 16 e faticano a capacitarsi del successo di Tel Aviv sul parquet dei campioni d'Europa.
L'Olympiacos – al pari del CSKA – valuterà la propria stagione in base al raggiungimento o meno delle Final Four, naturale destinazione per questi big team. Il Fenerbahce ne ha vinte cinque su sette, perdendo solo con CSKA e Olympiacos che non a caso comandano il gruppo di appartenenza. L'Efes è un concentrato di talento fresco e certezze decennali: il quarto posto davanti a Vitoria e Malaga non è casuale e contribuisce a montare l'amarezza per una Milano che avrebbe potuto, ma non ha fatto. Giusto così, forse anche meglio così. Per togliere l'ipotesi, aspettiamo un anno ancora.

LP

I più letti della settimana:

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella privacy e cookie policy.
Per maggiori dettagli o negare il consenso a tutti o alcuni cookie consulta la nostra privacy & cookie policy