CONI

Firmato il Decreto Coni: l'Italia salva la bandiera a Tokyo 2020

L'Italia si salva al fotofinish, il Governo approva come ultimo atto il decreto legge sull'autonomia del Coni. Dopo una trattativa laboriosa il Presidente Conte ha portato in Consiglio dei Ministri la sua proposta. Licenziata la quale, è salito al Colle per rassegnare le dimissioni. In vista di un reincarico o meno, ma indipendentemente da come il Capo dello Stato intenda risolvere la crisi, lo sport è salvo. Sono state scongiurate le possibili sanzioni del Cio che avrebbe potuto vietare all’Italia, alle prossime Olimpiadi di Tokyo, l’utilizzo del tricolore e dell’inno di Mameli
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La società di servizi Sport e Salute, controllante il Comitato Olimpico e partecipata unicamente dal Ministero, toglieva di fatto al Coni l'autonomia prevista dalla Carta Olimpica. Un problema già noto dal 2018 e sul quale il Board del Cio previsto per domani avrebbe preso provvedimenti. Non così scontati secondo il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora per il quale "...per la lunga e gloriosa storia sportiva e democratica del Paese era improbabile che l’Italia venisse così duramente sanzionata, ma la decisione di oggi fuga ogni dubbio e risolve il problema dell’indipendenza del Coni lasciato aperto dalla riforma del 2019”. Il primo ad apprendere della firma è stato il Presidente del Comitato Olimpico Giovanni Malagò che appena ieri aveva parlato di situazione drammatica. Raggiunto da una chiamata durante il cda di Milano-Cortina 2026, Malagò ha immediatamente informato il Presidente del Cio Thomas Bach che si è detto felice di come l'Italia abbia sanato l'anomalia. I Giochi di Tokyo, virus permettendo, vedranno sfilare gli atleti italiani sulle note dell'Inno di Mameli. La lista nera comprende ora Bielorussia e Iran, oltre agli atleti russi che parteciperanno a titolo personale per via di un'altra triste questione, quella del doping di stato. 
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