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Giro d'Italia a vela: a Siracusa vince l'Aeronautica, dopo 60 ore in mare

Durissima come sempre la tappa che passa per lo Stretto di Messina, tra vento assente o contrario e imprevisti. Ora si risale verso Genova

26 giu 2026
Giro d'Italia a vela: a Siracusa vince l'Aeronautica, dopo 60 ore in mare

Dopo 60 ore di navigazione ininterrotta, tre tentativi di partenza andati a vuoto a causa dello scarso vento e condizioni meteorologiche tra l'ingannevole e il proibitivo, si è chiusa la tappa siracusana del Giro d'Italia a vela, quarto di otto appuntamenti della competizione internazionale, con il successo per distacco dell'Aeronautica militare. Partito da Venezia e passato anche per Cattolica, il Giro porterà gli equipaggi a circumnavigare l'Italia, dal Veneto alla Liguria, attraversandone tutti i mari, sui tecnologici Figaro 3.

Difficile, difficilissima la tappa che ha coinvolto lo scorso weekend Sicilia, Calabria e Puglia, con due giorni e tre notti passati in acqua tra insidie come l'attraversamento dello Stretto di Messina, imprevisti e le bizze del vento. L'equipaggio dell'Aeronautica militare, guidato dal timoniere Giovanni Bannetta, con Niccolò Bertola alle manovre, è stato in testa per la quasi totalità del tempo, tranne una fase in cui si è visto superare a velocità doppia dalla Sambenedettese, formata da Leonardo Nesi e Mattia Maviglia. La causa era un pezzo di plastica che si era incagliato nella chiglia, rallentando la barca. Rimosso il detrito, sono ripartiti e si sono ripresi la vetta, chiudendo davanti alla Marina militare, con Andrea Trani e Andrea Pendibene, e alla Sambenedettese.

Gli equipaggi sono arrivati ben distanziati, a dimostrazione della complessità della tappa, che ha visto l'Aeronautica tagliare il traguardo alla mezzanotte del terzo giorno e gli ultimi classificati toccare terra alle 6.30 del mattino. L'appuntamento siracusano rappresenta anche il simbolico giro di boa della competizione, perché ora lo Ionio e l'Adriatico sono alle spalle e presto lo sarà anche il Mediterraneo aperto: adesso comincia la risalita lungo lato sinistro dello stivale, attraverso il Tirreno, verso Nord, fino al porto di Genova.





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