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Giro, finalmente Nibali: trionfo dopo Mortirolo e Stelvio

23 mag 2017
Giro, finalmente Nibali: trionfo dopo Mortirolo e StelvioGiro, finalmente Nibali: trionfo dopo Mortirolo e Stelvio
Giro, finalmente Nibali: trionfo dopo Mortirolo e Stelvio - Dumoulin condizionato da problemi intestinali: maglia rosa difesa stoicamente, ma il Giro è riaperto...
Tabù spezzato, il Giro – oggi – è un pizzico più azzurro: Vincenzo Nibali si prende la tappa più attesa e temuta dell'edizione 100 della corsa rosa, quella che proponeva la bellezza di tre Gran Premi della Montagna di 1° categoria, dal Mortitolo all'Umbrail Pass – Giogo di Santa Maria – passando per il punto più alto di questo Giro d'Italia, la Cima Coppi – posta a 2758 m – e raggiunta risalendo da Bornio, per poi affrontare il versante meridionale dello Stelvio: soluzione adottata una sola vola nella storia ultra secolare della corsa italiana.

Lo Squalo dello Stretto fa la differenza in discesa, dopo aver tenuto il passo dei migliori in salita: poteva essere la tappa del fuggitivo Mikel Landa, sovente al comando e primo sullo Stelvio, se non fosse poi stato raggiunto da Nibali proprio nell'ultima frazione discendente dei 222 km che separano Rovetta da Bormio.

La volata premia il titolare della numero 1
, che aggiorna a 15 le tappe consecutive senza successi italiani al Giro: un'emorragia di successi suturata dal più atteso del comparto italiano al via ad Alghero.

Ha rischiato di essere un fastidio intestinale – invece – a costare la maglia rosa a Tom Dumoulin, che a 32,5 km dall'arrivo ha dovuto sostare, perdendo non pochi secondi rispetto a Nibali, Quintana e Pinot. Big usciti allo scoperto nell'ultima salita, quella dell'inedito – o quasi – versante sud dello Stelvio, dopo lo sconfinamento in Svizzera. La maglia rosa è però stoicamente difesa da Dumoulin, che transita a 2'17'' da Nibali: il siciliano ora vede il gap dall'olandese ridursi a 1'12'' in classifica generale. Quintana insegue il leader a 31'' di distanza.

La tappa più attesa ha proposto temperature prossime agli zero gradi sul punto più alto del Giro, tra le nevi perenni dello Stelvio. Una gara, un'emozione unica per tutti e forse più per Sanchez – compagno di squadra di Michele Scarponi, a cui era dedicata la scalata al Mortirolo: i compagni di fuga lo hanno lasciato transitare per primo.

LP