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Il Cio vacilla, il premier Abe: "Pensiamo anche al rinvio"

di Roberto Chiesa
23 mar 2020
Shinzo AbeShinzo Abe
Shinzo Abe

Shinzo Abe rompe gli indugi e riferisce al parlamento: "Diventa difficile organizzare i Giochi secondo il programma iniziale. La priorità resta la salute degli atleti per cui occorre pensare all'eventualità di uno slittamente di date". Arriva così dal Premier giapponese la prima spallata ufficiale alle certezze del Cio. Cio che -sottolliena Abe per salvare la forma- avrà l'ultima parola sulla decisione finale. E comunque l'ipotesi di una cancellazione non esiste. Tokyo 2020, dunque, salvo miracoli non partirà il 24 luglio. Erano state le prime defezioni ufficiali a spaventare la politica. Il Canada ha infatti formalmente comunicato la rinuncia alle Olimpiadi qualora fossero confermate in estate, posizione condivisa anche dall'Australia. Salute in primis, quindi, ma anche il fatto che il Giappone non vuole Giochi a metà. Possibile allora una riprogrammazione tra ottobre e novembre. Né il Comitato Olimpico Internazionale né il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 fanno annunci ufficiali: per quello si sono presi 4 settimane ma ormai lo slittamento delle Olimpiadi è ormai soltanto una questione di tempo. L'agenzia Reuters riporta di tre possibilità al vaglio del comitato organizzatore. La prima, quella più accreditata, vorrebbe la collocazione dei Giochi ad ottobre, periodo nel quale si svolse l'edizione del 1964 sempre a Tokyo. Opzione preferita, sempre che l'epidemia di Covid-19 sia tanta sufficientemente contenuta per poter permettere un evento planetario. La seconda opzione vedrebbe lo slittamento ad agosto 2021, ritardando quindi la rassegna a cinque cerchi di dodici mesi. In questo caso però ci sarebbe da risolvere la questione dei campionati mondiali di nuoto e di atletica, le due discipline regine delle Olimpiadi, che sono previsti proprio per quel periodo. I Mondiali di Nuoto sono infatti in programma a Fukuoka, in Giappone, dal 16 luglio al primo agosto 2021, mentre quelli di Atletica, dal 6 al 15 agosto in Oregon negli Stati Uniti. Il terzo capitolo ragiona di uno spostamento di 2 anni, agosto 2022, nella finestra di un calendario che già prevede i Giochi Invernali a Pechino e i mondiali di calcio del novembre di quell'anno in Qatar. Più tempo a disposizione, però più problemi. I diritti televisivi firmati dal CIO richiedono che le emittenti firmatarie versino le cifre dovute solamente poco prima dell’inizio dei Giochi, quindi tutte le Federazioni Internazionali ed i comitati olimpici nazionali che ricevono sussidi dal CIO dovrebbero attendere due anni per questi fondi, rischiando seriamente di andare in sofferenza. Questo il motivo per il quale il Cio, che non crede più di poter confermare la data ad oltranza si è dato quattro settimane di tanti pensieri.