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Il Tour prende fiato in vista dei Pirenei

Dopo il riposo odierno, la Grand Boucle si appresta alle prime tappe montane. Comanda ancora Alaphilippe, in pole per la gialla ci sono Thomas e Bernal.

di Riccardo Marchetti
16 lug 2019
Il Tour prende fiato in vista dei Pirenei

Nel mezzo del suo cammino il Tour de France tira il fiato in vista della scalata dei Pirenei e già che c'è tira pure le prime somme. Il blocco iniziale ha messo in copertina Julian Alaphilippe, destinato a scomparire pian piano ma ad ora unico in grado esaltare i tifosi di casa. Il francese si è preso la gialla il giorno in cui la Grand Boucle ha messo ruota in patria. Sei tappe al comando, equamente intervallate – tra Planche des Belles Filles e Saint Etienne – dalle due giornate da capofila di Giulio Ciccone. La frazione pre-riposo ha tolto l'abruzzese dai piani alti, ma il suo Tour resta comunque un successo. L'Italia ha rivisto un suo esponente in testa a due anni da Fabio Aru, che fino a Nancy era anche l'ultimo tricolore ad essersi preso una tappa francese. Questa seconda astinenza è stata cancellata da Elia Viviani, che ieri si è visto negare la doppietta da Van Aert.

Una volata avvincente degno finale di una tappa solo in teoria di passaggio, rivelatasi invece cruciale – e per qualcuno forse già decisiva – anche in ottica gialla. Le forti folate di vento hanno spezzato il plotone degli uomini di classifica e chi non ha saputo gestire la situazione si trova lontano dalla vetta. Pinot, Fuglsang, Bardet, Porte, Uran: tutti presi di sorpresa e tutti a oltre 2' 30” da Alaphilippe. Un problema che non riguarda la Ineos, non a caso erede del sempre preciso Team Sky. Ringraziano il campione in carica Thomas – apparso tra i più in forma dei big – e Bernal, rispettivamente a 1'12” e 1' 16” dalla gialla e dunque, al momento, favoriti principali. Segue Kruijswijk – 1' 27” di ritardo – mentre entro i 2' ci sono anche Buchmann, Mas, Adam Yates e Quintana.

Niente da fare per Landa – frenato ieri da caduta e problemi tecnici – e soprattutto Nibali, ridotto subito a comprimario e lontano 14'. Lo Squalo sarà solo comparsa nelle grandi manovre, presumibilmente al via dopo la Albi-Tolosa di domani, destinata ai velocisti. Poi un assaggio di montagna con la Tolosa- Bagnéres de Bigorre, la crono di Pau e finalmente il primo esame vero, coi 19 km in salita che portano al traguardo del Col du Tourmalet, a quota 2115 metri. Quindi altro arrivo in verticale a Foix Prat d'Albis e infine, lunedì, l'ultimo riposo, dopo il quale si andrà dritti con le 6 tappe finali.