L'Italia ha i propri portabandiera per i Giochi invernali e saranno quattro campioni: a Cortina il giocatore di curling Amos Mosaner e la sciatrice Federica Brignone, a Milano lo sciatore di fondo Federico Pellegrino e la pattinatrice di velocità Arianna Fontana. Due uomini e due donne, protagonisti di trionfi memorabili, che si divideranno l'onore di portare il tricolore nelle cerimonie in programma, tra lo Stadio Meazza e la Perla delle Dolomiti. A dare l'annuncio è il presidente del Comitato olimpico italiano, Luciano Buonfiglio, che ha inoltre proposto la sciatrice Sofia Goggia come portatrice del vessillo olimpico per la cerimonia dell'alzabandiera, a Cortina.
E mentre le Olimpiadi si avvicinano, prosegue il percorso della fiaccola attraverso le 60 città capoluogo designate per ospitarla, lungo il cammino fino ai Giochi. La fiamma è arrivata in Toscana raggiungendo anche Siena e Firenze, portata da sportivi, persone comuni e qualche celebrità, come il cantante Albano. Attorno a San Marino giungerà a inizio anno, fermandosi per una notte a Rimini il 5 gennaio.
Alla Romagna accederà dalla provincia di Pesaro Urbino e proprio a Urbino dove passerà per le mani di cinque tedofori, è stato presentato in settimana il futuro arrivo della torcia con la campionessa olimpica di scherma Elisa Di Francisca, marchigiana, una degli sportivi che la fiaccola l'hanno portata al suo arrivo a Roma. Con lei c'era pure uno dei tedofori urbinati di Torino 2006, il podista Geppi Parenti, che nel ricordare la corsa di 20 anni fa si è commosso all'istante. Lacrime che hanno fatto capire l'importanza di quel momento, perché portare la fiamma sacra di Olimpia è qualcosa che resta dentro e che difficilmente le parole possono descrivere.