“Questi ragazzi sono i figli di Tokyo”: una frase, quella pronunciata dal presidente federale Stefano Mei, che testimonia il momento magico dell'Italia nell'atletica leggera. Tutto è iniziato in quella magica notte di quattro anni fa quando Marcell Jacobs e Gimbo Tamberi conquistarono due ori olimpici nel giro di una manciata di minuti. Un giorno rimasto impresso nella storia dello sport azzurro, e che ha dato la giusta carica a tanti ragazzi di talento che si sono avvicinati alla disciplina. E la consacrazione – almeno a livello giovanile – è arrivata agli Europei Under 20 di Tampere, in Finlandia, dove l'Italia ha conquistato per la prima volta nella sua storia il medagliere. 14 i metalli portati a casa: 6 d'oro, 3 argenti e 5 bronzi. Meglio del Regno Unito, della Spagna, della Germania, della Francia: nel Vecchio Continente meglio di chiunque altro, insomma.
Un risultato straordinario ma non casuale, figlio di una programmazione che sta dando i suoi frutti. Tra tre anni molti di questi ragazzi saranno a Los Angeles per vivere il sogno olimpico ma il grande obiettivo – ascoltando le parole del presidente Mei – è Brisbane 2032, dove l'Italia punterà a far saltare il banco.
La stellina è stata senza ombra di dubbio Kelly Doualla, campionessa europea di categoria a soli 15 anni, quindi molto più giovane delle altre rivali. Doualla è l'astro nascente dell'atletica azzurra e – come se non bastasse – oltre ai 100 ha guidato le sue compagne all'oro anche nella staffetta 4x100, con un'ultima frazione bruciante. Per lei ora si aprono anche le porte dei Mondiali “senior” di Tokyo, in programma a metà settembre. Onore alla classe 2009 nata a Pavia ma, ovviamente, a tutti quelli che si sono forgiati di una medaglia d'oro al collo: Diego Nappi nei 200, Matteo Togni nei 110 ostacoli, Francesco Crotti ed Erika Saraceni nel salto triplo.