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Mondiali Atletica, vittorie a sorpresa per Warholm e Francis nei 400 hs e nei 400

10 ago 2017
Karsten Warholm
Karsten Warholm
Il nubifragio londinese strizza più l'occhio alla Scandinavia che ai Caraibi e i risultati della serata iridata si allineano al contesto. A cominciare dai 400 ostacoli uomini, nei quali Karsten Warholm regala alla sua Norvegia un oro in pista atteso addirittura dalla Ingrid Kristiansen di Roma 1987. Oro inaspettato in primis per il 21enne ex decathleta, che dopo aver fatto faville all'Europeo U23 si conferma astro nascente anche a livello mondiale. Tagliato il traguardo e alzato lo sguardo al tabellone, Warholm strabuzza gli occhi, poi sfodera un'espressione degna dell'urlo di Munch e infine sfoga tutta la sua gioia, sfoggiando pure un elmo vichingo. Vittoria meritatissima, perché il suo 48” 35 racconta di una gara praticamente perfetta, che gli ha permesso di mettere in riga due big della specialità come il turco Yasmani Copello e l'americano Kerron Clement. Quest'ultimo, oro olimpico a Rio, ha tentato invano di riacciuffarlo nel rettilineo finale, rimediando soltanto un beffardo sorpasso da parte di Copello, autore di una grande rimonta.

Finale a sorpresa anche nei 400 piani donne, che vedono il trionfo dell'americana Phyllis Francis e soprattutto il tonfo di Shaune Miller-Uibo. La bahamense domina la gara e a 15 metri dalla fine ha già l'oro in tasca, sul più bello però le gambe la abbandonano e la costringono addirittura a un beffardo quarto posto. Dietro di lei la Francis è la più lesta a fiutare l'affare e scatta verso la vittoria, infilando sia la 19enne del Bahrain Salma Eid Naser – altra rivelazione della rassegna – e la connazionale Allyson Felix. Per quest'ultima è il 14° podio mondiale, che la rende, al pari della giamaicana Marlene Ottey, l'atleta donna più medagliata della storia dei mondiali.

Nel getto del peso donne invece esulta la Cina e in particolare Lijiao Gong, che fa 19.89 e s'impone sull'ungherese Anita Marton e sull'americana Michelle Carter. Qualche gioia anche per gli azzurri: il 39enne Marco Lingua corona una carriera a volte non troppo fortunata centrando la finale del lancio del martello, mentre il 19enne Filippo Tortu esce con onore nella semifinale dei 200 metri: sesto ma davanti a gente del calibro Simbine e Dwyer. Per il brianzolo, ora 17° nel ranking, il bicchiere è sicuramente mezzo pieno e il futuro promette tante soddisfazioni.

RM