Due settimane dopo la storica finale del Masters 1000 di Shanghai, la sfida tra cugini si è riproposta nel secondo turno di quello parigino: Valentin Vacherot ha nuovamente affrontato Arthur Rinderknech. La prima volta vinse il monegasco, stavolta... anche. Il risultato è stato lo stesso della finale disputata in Cina: 2-1 in rimonta per Vacherot, nel frattempo diventato numero 40 al mondo, in una battaglia durata quasi tre ore con il cugino, salito al numero 29.
Infinito e sanguinoso il primo set, che Rinderknech si è preso per 7-6 e solo dopo un lunghissimo tie break, arrivato all'11-9. Sul cemento di Parigi è battaglia vera e Vacherot non ci sta a perderla. Più rapido il secondo parziale, l'unico a durare meno di un'ora: solamente – si fa per dire – 40 minuti, da cui il monegasco esce vincitore per 6-3. Si va così all'ultimo set, in cui si torna su tempistiche da “Storia infinita”. I due contendenti si strappano il servizio a vicenda a metà parziale, quando Vacherot sembra poter piazzare l'allungo giusto, subito annullato. Ma è uno scatto solo rimandato, perché il monegasco chiude set e incontro con un break point proprio nell'ultimo game.
Il suo sfidante agli ottavi sarà Cameron Norrie, che alla seconda partita ha già confezionato la sorpresa del torneo, eliminando in tre set Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, che durante la gara si è lamentato parecchio del terreno di gioco, paragonandolo alla terra rossa, ha vinto il primo set per 6-4 e poi perso i due successivi per 3-6 4-6. Una partita giocata male, tra le sue peggiori, ha detto Alcaraz a fine partita, che ne mette a rischio il trono mondiale: se Sinner vincesse il torneo, tornerebbe in testa alla classifica Atp. Almeno per una settimana, prima delle Finals, che cambieranno nuovamente lo scenario.