"Obrigado Rio": le Paralimpiadi salutano il Brasile

Terminata la scorpacciata sportiva Rio cede definitivamente il testimone a Tokyo con la cerimonia conclusiva delle Paralimpiadi. 12 giorni pieni di emozioni positive con un solo neo nel finale: la morte, a causa di una caduta in gara, del ciclista iraniano Bahman Golbarnezhad. Il Maracanà ha ricordato e celebrato lo sfortunato paratleta con una bandiera iraniana addobbata a lutto e una sua fotografia, senza però tralasciare i festeggiamenti. Balli, canti, esibizioni musicali e l'immancabile sfilata degli atleti, con l'Italia guidata dalla fiorettista Beatrice Vio che torna a casa con un oro nel torneo individuale e un bronzo in quello a squadre. Il tutto nella solita coloratissima cornice tipica del popolo brasiliano. Che per la passione e il calore con cui ha sostenuto la manifestazione è stato omaggiato col Paralympic Order, il riconoscimento più importante del movimento paralimpico.

A livello puramente sportivo la Cina si è confermata un passo avanti a tutti conquistando 239 medaglie - di cui 107 d'oro – 92 in più rispetto al Regno Unito secondo classificato. Terza l'Ucraina, 117 podi e una vittoria in più degli Stati Uniti. Bottino importante anche per l'Italia, 39 medaglie – 11 in più rispetto al 2012 – e un 9° posto totale che sancisce il ritorno nella top ten 44 anni dopo l'ultima volta. In più i 10 ori valgono un ritorno in doppia cifra nella medaglia più importante che mancava da Atlanta '96. Nelle fila azzurre i più medagliati sono stati il duo dell'handbike Luca Mazzone e Alez Zanardi – due ori e un argento a testa – e il nuotatore Federico Morlacchi, un oro e due argenti.

Rm

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