Olimpiadi: Kipchoge domina la maratona

L'ultimo giorno delle Olimpiadi è sempre quella della maratona, nel segno della storia e delle tradizioni. Il successo va al keniota Eliud Kipchoge, che sbaraglia la concorrenza chiudendo i suoi 42 km in 2h8'44''. Tempo che gli permette di precedere l'etiope Feyisa Lilesa di 70'' e lo statunitense Galen Rupp di 1'21''. Sfortunato Meucci, costretto al ritiro dopo un terzo di gara.

Nella lotta libera Frank Chamizo è di bronzo: l'italo-cubano detentore del titolo mondiale riscatta la sconfitta in semifinale con l'azero Asgarov – olimpionico a Londra – imponendosi nella finale per il bronzo.

Stanotte ha brillato la stella di Mo Farah, che piazza la doppia doppia d'oro: dopo Londra, anche Rio vale il titolo nel 10000 e 5000 metri. Niente da fare per le finaliste del salto in alto Rossit e Trost, quest'ultima quinta, e per la staffetta 4x400 femminile, sesta nella finale olimpica.

La medaglia numero 27 per l'Italia è a firma invece del Settebello, capace di far bollire la vasca di Rio con una prestazione monstre contro i quotatissimi montenegrini: 12-10 il finale, per l'ottavo podio olimpico nella storia della pallanuoto maschile, un altro mezzo miracolo di Campagna, Tempesti e compagnia.

C'è spazio anche per un rivincita in tono minore, nel Brasile olimpico: la Seleçao verdeoro, trascinata dal talento spropositato di Neymar, vendica parzialmente il cappotto incassato dalla Germania iridata negli ultimi mondiali battendo i pari età teutonici dal dischetto, dopo le reti dei capitani nei tempi regolamentari. Di Neymar il rigore decisivo, che chiude la contesa sul 6-5 dopo i penalty e tinge d'oro la notte brasiliana.

LP

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