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Paralimpiadi, a PyeongChang numeri da record. Italia salvata da Bertagnolli

19 mar 2018
Paralimpiadi, a PyeongChang numeri da recordParalimpiadi, a PyeongChang numeri da record. Italia salvata da Bertagnolli
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Fuochi d'artificio, giochi di colori, danzatrici in costumi tradizionali e, ovviamente, la sfilata delle delegazioni: PyeongChang saluta pure le Paralimpiadi Invernali e cede il testimone alla vicina di casa Pechino, sede dell'edizione del 2022. Intanto quella sudcoreana passa alla storia come una delle migliori di sempre, se non la migliore in assoluto, sotto svariati punti di vista.

In primis sul piano partecipativo e competitivo: 567 atleti di 49 delegazioni – un record – 26 delegazioni a medaglia – altro record – e ben 20 in grado di conquistare l'oro, altro record ancora. 4 le nazioni salite per la prima volta sul gradino più alto, ossia Cina, Croazia, Corea del Sud e Kazakistan.

Ma al di là dell'aspetto sportivo, PyeongChang 2018 è stata un successo anche in termini mediatici: 629 i media accreditati – il 15% in più rispetto a Sochi 2014 – e diritti di trasmissione acquistati da 47 emittenti in oltre 100 Paesi. E i numeri soni strabilianti anche per quel che riguarda le visualizzazioni sui social e le presenze dal vivo: venduti 343mila biglietti, circa il doppio rispetto a Torino 2006 e, in generale, altra cifra da primato.

Tornando a parlare di sport, a PyeongChang hanno trionfato gli Stati Uniti: 36 medaglie su 80 – 12 in più del Canada – e 13 ori. Sul podio anche gli Atleti Paralimpici Neutrali – ossia la Russia – e lo stesso Canada: entrambe le squadre hanno 8 ori, Mosca però ha più argenti e si prende l'argento pure nel medagliere.


A salvare l'Italia, che veniva dallo 0 assoluto di Sochi, è stata la consacrazione dello sciatore ipovedente Giacomo Bertagnolli, vincitore di 4 delle 5 medaglie azzurre. Per il 19enne – accompagnato da Fabrizio Casal – un bronzo in discesa libera, un argento in superG e 2 ori in gigante e speciale. L'argento di Manuel Pozzerle nello snowboardcross completa un bottino da 12° posto, quantitativamente scarsino ma qualitativamente – grazie alla doppietta di Bertagnolli – valido, per i nostri standard: in termini di ori si è fatto meglio solo coi 3 di Innsbruck '88, Nagano '98 e Salt Lake City 2002.

RM