In un'intervista rilasciata lo scorso maggio, Nicola Pietrangeli aveva detto che il suo funerale si sarebbe svolto nel campo da tennis a lui intitolato, a Roma, perché capiente e perché aveva sufficienti parcheggi per tutti. Alla fine, così è stato: la terra rossa del più antico impianto del Foro italico ha ospitato la parte pubblica delle esequie del primo tennista iconico italiano, morto lunedì all'età di 92 anni.
Attesa dalla Coppa Davis vinta da capitano nel 1976, circondata da fiori e posta di fronte a un maxischermo che proiettava le immagini dei tanti successi di Pietrangeli, la sua bara è stata accompagnata da nomi pesantissimi dello sport italiano, da Adriano Panatta a Giovanni Malagò, da Gianni Petrucci al ministro Andrea Abodi, fino alla capitana della Nazionale femminile, Tathiana Garbin: "Lui sapeva sempre portare il sorriso - commenta -. Un aneddoto ci portava poi nel mondo di Nic, nel suo mondo, e questo è quello che ci scalda di più il cuore. Ricordarlo con un sorriso credo che oggi è quello che lui voglia.
E poi Fabio Fognini, il suo grande amore Licia Colò, il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, Gianni Rivera e il principe Alberto di Monaco: tutti riuniti tra i marmi dello stadio Pietrangeli per ricordare l'uomo e il campione. A proposito del lato umano, il celebrante, don Renzo Del Vecchio, durante la parte privata del funerale ha ammesso di non averlo conosciuto in vita, ma, data la sua ironia, ha detto che ora "potrà incontrare il più grande di tutti e magari troverà qualche difetto anche a Gesù Cristo".