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San Marino Calcio: ancora sotto shock per il concitato finale col Bassano

27 mag 2008
Calcio
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Il Presidente Onorario Germano De Biagi, parla di mancanza assoluta di lucidità nella gestione del concitatissimo finale: “Non riesco ancora a capire – sostiene – come possa essere accaduta una cosa del genere. Ero al telefono con Tazzioli al 91° e sembrava andasse tutto secondo le previsioni. Non ero al corrente del fatto che il suo vice non fosse al seguito della squadra, questo è un altro fatto molto grave. Ora ho bisogno ancora di un paio di giorni per riflettere e rimando ulteriori dichiarazioni alla conferenza stampa di venerdì, ma credo che il mancato raggiungimento di una finale già in tasca porterà diversi tagli, probabilmente anche quello di guida tecnica”. Intanto proseguono i dettagli su quell’inconcepibile finale. Il tecnico espulso al 26° della ripresa, è riuscito a vedere l’incontro dall’imbocco degli spogliatoi fino al 90°. Insieme a lui il massaggiatore Sergio Stroppa, a sua volta espulso, e il team manager Antonello Sammarco; quest’ultimo è stato l’unico a contattare telefonicamente la panchina e precisamente il vice-presidente Franco Castellucci. Su disposizione del tecnico, Sammarco chiede a Castelucci se l’attaccante Longobardi, in precedenza afflitto da crampi, stia bene, in caso contrario sarebbe stato sostituito con Mortaro. Castellucci risponde che Longobardi sta bene. I tre fermi davanti al tunnel dietro la porta di Emiliano Dei, sono stati notati dall’arbitro che avrebbe ordinato l’allontanamento di Tazzioli costretto a rientrare negli spogliatoi scortato dall’ispettore di Lega. Quest’ultimo, al 91°, ha detto a Sammarco di presentarsi in Lega all’indomani per le disposizioni inerenti all’ordine pubblico in previsione della finale. Da quel momento, il tecnico non ha più visto nulla, e si sono chiusi tutti i contatti con la panchina che non ha più ricevuto ordini nemmeno dopo il secondo gol del Bassano arrivato al 93°. Il mistero resta, perché Christian Longobardi dichiara che a lui è stato chiesto se se la sentiva di continuare, solo dopo aver accusato crampi e cioè a 20 minuti dalla fine. “Lì in quel momento – aggiunge Longobardi – ho detto alla panchina: voglio giocare perché ce la faccio, ma nessuno mi ha chiesto nulla negli ultimi sei minuti.”