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Tour de France, Froome inarrestabile: è maglia gialla

6 lug 2013
Tour de France, Froome inarrestabile: è maglia gialla.Tour de France: Froome profondo giallo
Tour de France: Froome profondo giallo - Alla prima salita - dopo otto tappe - è già il Tour di Froome, nettamente il più forte. La Grande Bo...
Parlare di scrematura sarebbe riduttivo. Froome ha letteralmente spezzato le gambe alla concorrenza, alla prima vera tappa in salita. Da Castres ad Ax 3 Domaines, 195 km di cui gli ultimi 50, a partire al Col de Pailhéres, con pendenze dell'8%.
All'ultima, grande discesa che porta ai piedi del rush finale con gli 8 km di scalata al cui culmine capeggia l'arrivo, in testa c'è il colombiano Quintana della Movistar, in fuga con Rolland. Inseguimento guidato da Team SKY e proprio Movistar, nel tentativo di portare avanti rispettivamente Froome e Valverde. Nelle retrovie Contador, insieme a Cadel Evans e Van Garderen.
La salita finale vede Rolland mollare, Quintana prova lo strappo ma il gruppo trainato da Porte del Team SKY - uno squadrone semplicemente strepitoso - ricuce, lanciando di fatto lo sprint di Froome, che parte a 5km dall'arrivo.
Contador non ce la fa, perso nel gruppone ad oltre un minuto di distanza. Froome spinge, Porte tampona e Valverde fa quel che può. La prima tappa in salita è appannaggio del grande favorito e nuova maglia gialla Chris Froome: il keniano naturalizzato britannico rifila la bellezza di 1'08” a Valverde e addirittura 1'45” a Contador. La favola del sudafricano Impey termina dopo 3h11'7”, esattamente a +7'50” da Froome, che pare già non avere rivali. Gli Champs-Elysèes sono assai distanti, ma dopo la prima settimana all'acqua di rose, sono arrivati i Pirenei, procedendo ad una grossa scrematura.
In classifica generale Contador a +1'51", Valverde ad oltre un minuto. Ancor più staccati Schleck, Cunego, Purito Rodriguez e Cadel Evans. Domani ancora salite, ancora montagna, ancora Pirenei. Per capire se qualcuno potrà mettere i bastoni tra le ruote a chi sembra a avere già le mani sul Tour del centenario.

Luca Pelliccioni