Ultimo riposo e ultime 6 tappe per un Tour de France che va sulle Alpi ma sembra essersi già deciso sui Pirenei. Tadej Pogacar sta confermando le grandi aspettative della vigilia e, al momento, veleggia tranquillo in maglia gialla, lontano da tutto e tutti. Quella gialla inizialmente contesa a van der Poel e strappata di prepotenza a Healy una volta arrivati sulla catena franco-ispanica: qui il campione del mondo ha sommato due successi, sull'arrivo in salita in cima a Hautacam e nella crono individuale, e il secondo posto di Luchon-Superbagners, la tappa del Col du Tourmalet. Un ruolino che ha visto lievitare il vantaggio sul rivale più accreditato, Jonas Vingegaard, prima a 1' 21” e ora a 4' 13”. Il danese pare in crescita e dunque non tutto è perduto, sulle Alpi però servirà qualcosa di straordinario per provare a beffare un Pogacar che, al momento, sembra difficile da arginare.
Pure lo stesso secondo posto di Vingegaard pare blindato, così la posizione più in bilico è quella dell'ultimo gradino del podio. Oggi lo occupa Florian Lipowitz, lontano 7' 53” dalla gialla e subentrato nell'ultima tappa a un Remco Evenepoel che ha chiuso anzitempo un Tour sottotono col ritiro di sabato. A Oscar Onley, Kevin Vauquelin e un Primoz Roglic in ripresa il compito di mettere pressione al tedesco per il posto di “primo degli umani” dietro ai due fuoriclasse. Che si giocheranno il titolo tra le tappe 16, 18 e 19, coi traguardi in verticale su Mont Ventoux, Col de la Loze e La Plagne.