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Tour, non vince nessuno ma Bernal prende la Gialla

Una violenta grandinata rende impraticabile l'ultimo tratto della tappa, neutralizzata dalla giuria. I tempi buoni sono quelli del Col de l'Iseran e il colombiano scalza Alaphilippe.

26 lug 2019
Foto ansa
Foto ansa

Il Tour tocca il suo apice nell'altimetria, nello spettacolo e nei colpi di scena, per una tappa resa monca dal meteo ed epica dall'astro nascente Egan Bernal. Che conquista la Gialla primeggiando in una tappa senza vincitore, la prima dal '98 a oggi ad essere neutralizzata. Colpa di una violenta grandinata che, unita a una frana, sbarra la strada che porta al traguardo di Tignes, cancellando l'ultima trentina di km. I tempi buoni allora sono quelli del Col de l'Iseran, il valico stradale più alto d'Europa coi suoi 2770 metri, conquistato dal colombiano classe '97 con uno strappo prepotente al quale nessuno è riuscito a tener testa.

Bernal saluta la maglia Bianca di miglior giovane e sfila la Gialla allo stoico Alaphilippe. Il più furibondo con la giuria, che gli ha tolto una discesa che era anche la sua unica speranza, dopo le difficoltà in scalata. Il transalpino incassa 2' 07” e scivola a 48” da Bernal, che si prende pure 8” di abbuono per essere transitato per primo sull'Iseran. E che guadagna anche 50” sul trio Thomas-Kruijswijk-Buchmann, allontanati rispettivamente a 1' 16”, 1' 28” e 1' 55”. Ma il vero sconfitto di giornata è lo sfortunato Pinot che in una frazione nera per il pubblico di casa è costretto ad abbandonare in lacrime: fatale un problema muscolare alla coscia sinistra che già ieri gli aveva dato noie e che priva il Tour di uno dei suoi più validi protagonisti.

Questo nella prima fase, nella quale Nibali, Dan Martin, Bilbao e Herrada danno il via a una fuga che pian piano s'allarga fino a 30 ciclisti, tra i quali Caruso – che conquista due GPM – e Ciccone. Man mano che si sale i battistrada si dimezzano mentre il gruppo della Gialla fa il sornione fino a 42 km da Tignes. Qui Thomas abbandona il traino di Poels e rompe le righe, seguito da Kruijswijk, Muhlberger e Buchmann. Tutti spazzati via dalla furia di Bernal che carica sui pedali, li salta e raggiunge il gruppetto di testa. Ora composto dai soli Nibali, Uran, Barguil e Simon Yates, che a uno a uno si staccano a loro volta. L'inglese è l'unico a rimanergli in scia a e appena si comincia a scendere lo acciuffa: si pregusta un acceso duello per il successo di tappa, invece la giuria comincia a tirar le somme e opta per la chiusura anticipata. Niente lotta per la vittoria e amaro in bocca per tutti, tranne che per un Bernal cui ora non resta che difendersi nell'ultima tappa montana per entrare nell'albo d'oro più importante del ciclismo.