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Tra sport e tradizione nella penisola iberica la fine del 2014 è stata dedicata alle maratone

2 gen 2015
Tra sport e tradizione nella penisola iberica la fine del 2014 è stata dedicata alle maratoneTra sport e tradizione nella penisola iberica la fine del 2014 è stata dedicata alle maratone
Tra sport e tradizione nella penisola iberica la fine del 2014 è stata dedicata alle maratone - Sarà per dire c'ero anch'io, per stare insieme, o magari per giocarsi l'ultima carta per arrivare me...
Sarà per dire c'ero anch'io, per stare insieme, o magari per giocarsi l'ultima carta per arrivare meno appesantiti al cenone di fine 2014. Sta di fatto che in giro per l'Europa si è corso, e tanto, tra le tradizionali maratone organizzate in occasioni della fine dell'anno. Quasi 40 mila persone sono scese in strada a Madrid per la corsa di San Silvestro. Un appuntamento che si rinnova ogni 31 dicembre dal 1964. La gara, aperta a professionisti e amatori, è stata disegnata su un tracciato di 10 chilometri nel quartiere di Vallecas. Un vero e proprio evento anche perché quella di quest'anno era la 50' edizione. In campo maschile il successo finale è andato a Mike Kigen, l'unico rappresentate del Kenia iscritto, ha conquistato la vittoria con il tempo di 27 minuti e 51, confermando il dominio africano in questa gara spagnola. Negli ultimi 10 anni si contano 6 successi keniani, 3 etiopi e 1 per l'Eritrea. L'ultima vittoria europea risale al 2003 con José Manuel Martinez. Sul podio anche i padroni di casa Jesus Espana e Antonio Abadia. In campo femminile ha vinto la britannica Gemma Steel, salita sul gradino più alto del podio davanti alla marocchina Malika Asahssah e la francese Christelle Daunay. Buona partecipazione anche nella capitale portoghese per la tradizionale Sao Silvestre Amadora che ha raggiunto la 40' edizione. Tra gli uomini successo per Rui Pinto con il tempo di 29 minuti e 49 secondi, davanti a Youssef El Kalai battuto di 12 secondi. Bronzo per Jose Moreira. In campo femminile vittoria per Doroteia Peixoto davanti a Claudia Perreira e Sara Pinho.

Elia Gorini