Dal Cavallino rampante al cavalierato, anche se simbolico. Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo di Formula 1, ex pilota Red Bull, Aston Martin e Ferrari, è stato nominato cavaliere dell'ambiente in Svezia. A conferirgli il riconoscimento, dovuto al suo impegno per creare un motorsport più sostenibile, non è stato un re, non è stato un imperatore e nemmeno un principe, ma degli insegnanti e 150 bambini di una scuola di Goteborg, assegnandogli un'onorificenza appena ideata.
"C'è ancora una gara da vincere", aveva detto al momento del ritiro dalla Formula 1, riferendosi a quella ambientale. E così, tra giri dimostrativi sulle auto storiche di Senna e Mansell alimentate a carburante sostenibile, l'installazione di una curva delle api durante il gp del Giappone e la sensibilizzazione sull'importanza delle foreste in quello del Brasile, le sue azioni non sono passate inosservate. Di fronte alla platea di bambini svedesi, Vettel è stato protagonista di una cerimonia incentrata proprio sulla salvaguardia del pianeta, dopo essere diventato il primo di questo speciale ordine equestre.
Ma il tedesco non è l'unico sportivo impegnato nella lotta per proteggere l'ambiente. Un suo illustre collega, il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton, da tempo spinge per rendere la F1 più sostenibile, proponendo diverse soluzioni, e ha intrecciato il proprio impegno a quello dello stesso Vettel. In Italia, tra gli altri, c'è la sciatrice Federica Brignone, due volte campionessa olimpica e di Coppa del mondo. Nel 2017, la valdostana lanciò “Traiettorie Liquide”, un progetto per sensibilizzare nei confronti della salvaguardia dell’ambiente, a partire dallo scioglimento dei ghiacciai, fino all’inquinamento dell’acqua in ogni sua forma.
Il caso più eclatante arriva però dal calcio, con Mathieu Flamini, ex centrocampista di Arsenal e Milan, che ha trasformato la battaglia per l'ambiente in un'importante carriera imprenditoriale. Co-fondatore della Gf Biochemicals, produce in larga scala un acido che reagisce come il petrolio, ma ne è un'alternativa molto più sostenibile, e tra i tanti apprezzatori del proprio lavoro ha trovato di recente anche re Carlo III d'Inghilterra. La lista degli sportivi green è però lunghissima e impossibile da racchiudere un ristretto campione di esempi. Segno che i tempi, forse, stanno davvero cambiando, ma segno che i cavalieri possono essere d'esempio ancora oggi.