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Vuelta, vince Bernal tra le proteste pro-Palestina

Altra tappa ridotta per manifestazioni al traguardo. Vingegaard ancora in rosso con distacchi invariati

9 set 2025
Foto: Sprint Cycling
Foto: Sprint Cycling

Le proteste pro-Palestina per la presenza della Israel Premier Tech in gara costringono ad accorciare un'altra tappa della Vuelta a Espana, la 16a, vinta da Egan Bernal. Il colombiano ritrova il successo in un grande giro dopo ben quattro anni, prima dell'incidente in cui aveva rischiato la carriera e la vita: l'ultima volta era stata nel 2021, al Giro d'Italia, dove aveva trionfato nella 9a e nella 16a giornata, oltre che in classifica generale. Nulla cambia per la lotta alla Maglia rossa, con Jonas Vingegaard ancora in testa.

Con le proteste che stavolta si accendono a tre chilometri dal traguardo, gli organizzatori tagliano il percorso di 8 chilometri, riducendolo da 168 a 160 ed eliminando la salita finale. In questo caso, però, si decide di assegnare anche la vittoria di tappa, a differenza di quanto accaduto a Bilbao. Al momento della decisione, in fuga ci sono Bernal e Mikel Landa, che arrivano in volata: lo sprint a due premia il colombiano, al 22° successo in carriera. Terzo è Brieuc Rolland.

Nella confusione generale dell'arrivo improvvisato e con i tempi presi 8 chilometri prima del dovuto, alla fine emerge una classifica generale invariata, almeno per le prime cinque posizioni: Vingegaard guida sempre con 48 secondi di vantaggio su Joao Almeida, 2 minuti e 38 su Tom Pidcock e 3 minuti e 10 su Jai Hindley. Sale al quinto posto Giulio Pellizzari, che mantiene 4 minuti e 21 di svantaggio, ma superando Felix Gall.





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