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Arvydas Sabonis, il principe del Baltico

8 mag 2020
Foto: blazersedge.com
Foto: blazersedge.com

Il cognome Sabonis è noto anche agli attuali fan della NBA perché il lituano Domantas ne è un giocatore di spicco. Quest’anno l’attuale giocatore degli Indiana Pacers è stato pure selezionato tra i ventiquattro partecipanti dell’All Star Game. I fan più vecchi sanno anche che negli anni novanta – duemila in NBA a Portland ci giocava il padre Arvydas nella fase finale della propria carriera, logorato dall’età e dai continui infortuni che lo rendevano un lontano parente del giocatore che era negli anni ottanta. L’ex giocatore campione NBA Chauncey Billups e l’attuale allenatore pluricampione NBA Steve Kerr vedono nell’attuale centro di Denver Nikola Jokic qualcosa di Arvydas Sabonis, come le sue mani fini e l’intelligenza e la visione di gioco tipiche dei playmakers. Jokic l’anno scorso è stato premiato miglior centro della NBA ma secondo molti esperti Sabonis, al netto degli infortuni, era uno Jokic otto centimetri più alto con un fisico più atletico ed efficacissimo anche in difesa. Se la NBA alle olimpiadi 1992 a Barcellona decise di schierare per la prima volta i migliori giocatori della NBA, la colpa o il merito è principalmente di Sabonis che già ai mondiali 1986 e poi anche ai giochi olimpici del 1988 incantò il mondo contro i giovani collegiali a stelle e strisce. Era la prima volta che gli statunitensi vedevano un giocatore di un’altra nazione al livello dei migliori che la NBA aveva o aveva avuto in passato, fatta forse eccezione per lo jugoslavo poi croato Drazen Petrovic. L’ex centro due volte campione NBA Bill Walton inserito anche tra i cinquanta più grandi giocatori della storia NBA nel 1996, disse che Sabonis gli sembrava "un Larry Bird con in più un corpo da gigante". Nessuno può sapere dove sarebbe arrivato Arvydas se fosse andato in NBA negli anni ottanta quando era in perfetta forma fisica, perché purtroppo l’URSS ai tempi vietava ai propri atleti di spostarsi stabilmente all’estero. Sabonis ci andò in NBA ma nel 1995, all’età di trentuno anni e col fisico distrutto dagli infortuni. E anche in queste condizioni grazie al suo immenso talento ha lasciato un ottimo ricordo ai tifosi della NBA, senza dimenticare ovviamente che in Europa ha dominato e vinto tutto.

Andrea Renzi