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Boston Celtics e Los Angeles Lakers i club NBA più vincenti

12 ago 2020
I loghi delle due squadre
I loghi delle due squadre

Il palmares delle squadre NBA parla chiaro: Boston Celtics 17 titoli NBA, Los Angeles Lakers 16. Dopo di loro il vuoto, Warriors e Bulls 6 titoli. Eppure la NBA ha un sistema dove tutte le squadre hanno a cicli la possibilità di vincere il titolo, perché il draft estivo funziona nel seguente modo. Chi arriva ultimo può scegliere per primo nella lista di coloro che debutteranno dall'anno successivo, chi arriva penultimo effettua la seconda scelta e così via. Naturalmente questo sistema funziona per un campionato come la NBA dove i club sono tutti ricchi e dove non esiste la retrocessione, quindi sarebbe inapplicabile in altri campionati di basket o altri sport come il calcio.

Questo sistema permette ciclicamente a tutti di essere competitivi, ma ci sono società più abili e lungimiranti di altre nel costruire delle grandi squadre, come i due club citati sopra. I Celtics hanno vinto il titolo nel 1957, 1959, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1965, 1966, 1968, 1969, 1974, 1976, 1981, 1984, 1986, 2008. Le uniche decadi in cui non hanno vinto nulla sono state gli anni quaranta, gli anni novanta e gli anni dieci del nuovo millennio. I Lakers nonostante un titolo in meno sono stati addirittura più costanti, vincendo il titolo nel 1949, 1950, 1952, 1953, 1954, 1972, 1980, 1982, 1985, 1987, 1988, 2000, 2001, 2002, 2009, 2010. Solo negli anni sessanta e novanta non hanno messo in bacheca dei trofei.

A livello storico la rivalità tra questi due club è la più importante in assoluto. I Celtics di Russell, Jones, Cousy, contro i Lakers di West, Baylor, poi Chamberlain negli anni cinquanta – sessanta, i Celtics di Bird, Mchale, Parish contro i Lakers di “Magic” Johnson, l'anziano Jabbar e Worthy negli anni ottanta, i Lakers di Bryant, Gasol contro i Celtics di Garnett e Pearce tra il 2008 e il 2010. Sfide indimenticabili raccolte in eredità dai posteri di generazione in generazione e molto probabilmente non è finita qui.

Andrea Renzi