SERIE A

Carpegna Prosciutto Pesaro-Armani Milano 65-71

"Dobbiamo essere uomini". Le prime tre parole di Giancarlo Sacco all'ennesimo ritorno della sua infinita carriera hanno subito fatto centro. Prima di cominciare a vincerle, le partite, bisogna cominciare a giocarle.

E Pesaro se la gioca, finalmente se la gioca anche se l'avversario non era quello giusto per cancellar lo zero dalla casella vittorie. Milano, seppure decimata dagli infortuni e fiaccata dai viaggi continui imposti dall'Eurolega, ha qualità e obiettivi, passo e prospettive differenti. Frequenta un altro mondo. Che per oltre un tempo è molto vicino però, almeno così pare grazie alla grande intensità che la Carpegna Prosciutto mette in difesa tanto che in decisa controtendenza col recente passato ci sono punteggi molto bassi.

Una partita che c'è e va punto a punto fino alla parte finale del terzo quarto quando il parziale di 7-0 regala a Messina la prima fuga. Sarebbe bastata e avanzata fino a domenica scorsa. Oggi no. Pesaro non scioglie, anzi, ci mette tutto quello che ha e forse anche quello che non ha. Milano sta 3 minuti e mezzo senza segnare e Carpegna mette addirittura la testa avanti sul 55-54. La situazione falli non è delle migliori e i continui raddoppi prosciugano le gambe ad una squadra che non dispone di grande rotazione e dunque Milano riallunga e questa volta fino alla fine. Ma Sacco, in partita fino all'ultimo minuto, ha avuto le prime buone risposte.

In attesa di avversari giocabili, serve la forza di non guardare una classifica che fa davvero paura

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