Dai play-in alla semifinale dei playoff, dal nono posto in regular season all'eliminare la favorita per la promozione, nel derby biancorosso. Quella che ha fatto Rimini sbattendo fuori Pesaro dalla corsa alla Serie A1 di basket è una vera impresa, soprattutto per i modi in cui è avvenuta, con i romagnoli quasi sempre avanti nella serie. Lo sa e lo sottolinea anche coach Sandro Dell'Agnello, che così ne parla alla fine di gara-5, alla Vitrifrigo Arena: "È un'impresa, sicuramente, perché Pesaro è arrivata meritatamente come testa di serie ai playoff e credo che, se non ci fosse stata la vicenda di Bergamo (con la Blu Basket esclusa dal campionato in corsa e Pesaro che l'aveva già battuta due volte su due, ndr), sarebbe arrivata prima e a quest'ora sarebbe già in A1. Quindi vincere contro di loro una serie, oltretutto giocando la bella fuori casa, per noi è stata veramente un'impresa e credo che siamo stati bravissimi".
Fondamentale per il passaggio del turno è stato un piano-gara quasi perfetto, che Rimini ha applicato sin dall'inizio a Pesaro: "Noi siamo venuti qua con l'idea di non farci bombardare da tre punti come è successo in casa nostra, nella quarta partita. dove Johnson e Tambone hanno fatto 11 su 11 da tre - spiega Dell'Agnello -. Quindi abbiamo deciso di rischiare qualcosa su tutti i pick and roll di Bucarelli, che è un grandissimo giocatore, ma di non far tirare tutti gli altri. Bucarelli ha un po' esagerato, perché ha segnato 30 punti, però siamo stati bravi perché gli altri li abbiamo limitati tutti".
In questa gara si è vista una Rimini che, quando Pesaro ha provato a riavvicinarsi, è riuscita a rispondere colpo su colpo...
"Sì. Era ovvio che, dopo essere andati al riposo sul +18 nel terzo quarto, non avremmo potuto vincere di 40 e ci sarebbe stato un loro ritorno. Noi ci siamo un pochino inceppati in attacco, ma grazie alla pressione di Pesaro, e comunque senza mai perdere la testa. Credo che questa sia la chiave della loro rimonta strozzata poi sul nascere".
Adesso c'è Cividale: in regular season avete vinto una partita a testa, ma voi ripartite con cinque gare giocate e le prime due in trasferta. Che serie ti aspetti?
"Siamo alle semifinali, ci sono solo quattro squadre, la serie è difficilissima, chiunque ti trovi davanti. Cividale sta facendo dei campionati strepitosi già da due o tre anni, però noi siamo talmente felici di partire per il Friuli che diremo sicuramente la nostra".
Un campionato a lungo dominato e perso nelle ultime tre giornate finisce con una seconda beffa per Pesaro, uscita già ai quarti di finale. Non è bastata la VL la prima stagione di ambientamento in A2, che era servita per prendere le misure al campionato: in A1 i biancorossi non torneranno al secondo tentativo, ma dovranno aspettare almeno il terzo. A fine gara, coach Spiro Leka fa i complimenti agli avversari, ma ringrazia il pubblico pesarese: "Bravi loro. La pallacanestro è bella per questo, ma oggi è sanguinosa. Noi volevamo fare l'ennesimo regalo al nostro popolo, perché 9000 spettatori in Serie A2... Non so in quale altra città possa succedere. Per questo Pesaro è speciale, è un vulcano che, quando sono gli ingredienti giusti tra allenatore, squadra e popolo, crea un'eruzione che non si ferma più. E questo è il bello di Pesaro: sono orgoglioso di farne parte da 35 anni".
Nonostante l'uscita prematura, Leka sottolinea il bel lavoro fatto durante l'anno: "Abbiamo fatto qualcosa di importantissimo. Sono contentissimo per il lavoro fatto, ma amareggiato perché volevo andare avanti per provare a sognare ancora. Però i ragazzi hanno dato tutto. Quando ti rendi conto che, anche lì sul -7 nessuno voleva perdere, ma gli altri continuano a tirare da 3 con una precisione estrema, vuol dire che anche gli altri hanno dei giocatori bravi e bisogna stringere loro la mano".
Coach Leka resterà a Pesaro l'anno prossimo?
"Quello lo vedremo più avanti. Io sono in scadenza di contratto al 30 giugno, avevano detto che avremmo parlato a bocce ferme e adesso vedremo".
Rimane un po' di rammarico per non aver chiuso il discorso promozione nelle ultime gare in cui ancora eravate avanti in regular season?
"Sì, però lì adesso mi sembra un po' riduttivo perché ci siamo arrivati 40 minuti, ma dipendeva da Scafati, non da noi. Non avevamo il coltello dalla parte del manico e loro avrebbero dovuto perdere. Sono successe cose extra basket che hanno condizionato un po' tutto, però è meglio non dirlo, perché dopo ci arrabbiamo. Perciò dobbiamo vedere lo spettacolo di oggi, che è una cosa che fa bene al basket in questo momento, c'è bisogno di questo e Pesaro ha fatto vedere che sia di prima fascia e senza limiti di campionato".