Il sogno di Rimini s'infrange sul più bello, ancora una volta. Verona vince gara-4 83-75 e chiude la finale playoff di Serie A2, tornando nel massimo campionato dopo tre stagioni. Due triple di Zampini nel finale, a coronamento di una post season eccezionale del playmaker, spezzano l'equilibrio e le speranze della Dole a meno di un minuto dalla sirena, congelando una partita che i biancorossi avevano recuperato pur essendo stati in svantaggio anche di 17 punti.
Potendo sempre contare su un Flaminio gremito e infuocato, Rimini aveva aperto con una schiacciata prepotente di Camara, nuovamente costretto agli straordinari per l'assenza di Sankare, provando a fuggire subito, ma Verona è rimasta lì, spinta da un'altra seratona al tiro da tre e, anzi, ha preso il comando, tenendolo fino all'intervallo lungo.
Eppure, un punto alla volta, la Dole è rientrata in gara: chiuso il primo quarto sotto per 16-30, si è affidata a Camara sotto al ferro, sia in attacco, sia in difesa, e ad Alipiev al tiro da lontano, col bulgaro che chiuderà in doppia doppia. Tanto è bastato, sommato alle folate di Marini e alle due triple fuori equilibrio scagliate da Tomassini, per rifarsi sotto: a metà gara è 44-46.
Tutti hanno però gli occhi puntati sul terzo quarto, quello del rientro dagli spogliatoi, il periodo in cui solitamente Rimini costruisce le proprie vittorie o rimonte. Ed effettivamente la Dole pareggia e si riporta avanti, per la prima volta in oltre 20 minuti. C'è però tanta frenesia, da un lato e dall'altro, cosa che facilita il compito alle due difese, mentre gli ingressi dalla panchina tengono in scia Verona, che raggiunge il 61 pari proprio allo scadere.
La Tezenis sembra stanca, eppure la Dole lo è probabilmente ancora di più, oltre a essere più nervosa, e da questo nascono due regali in apertura di ultimo quarto. Rimini ricuce subito e si arriva a un 75 pari che dura minuti, ma che a tutti sembra durare un'eternità. Poi, la svolta: Camara, esce per cinque falli, dall'altro lato Zampini trova due triple incredibili allo scadere dei 24 e scava il solco definitivo, anche perché Rimini sbaglia tutto: triple, tiri da 2 e anche tiri liberi, mentre il tempo scorre, inesorabile, fino a che Denegri, protagonista di una serata no, lo lascia arrivare a zero congelando l'ultimo possesso. Finisce così con Verona in gloria e Rimini ancora una volta costretta a veder un avversario festeggiare la promozione al Flaminio: l'anno scorso Cantù, quest'anno la Tezenis.