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Luka Doncic il predestinato

11 nov 2019
Luka Doncic il predestinato

In NBA c’è un ventenne sloveno che sta facendo furore, raramente o forse mai si è visto un cestista così giovane, giocare così bene. La cosa non dovrebbe sorprendere, visto che il ragazzo già da quando aveva dodici anni, ha ottenuto tutti i riconoscimenti individuali di miglior giocatore delle varie competizioni giovanili e a sedici anni ha debuttato nel Real Madrid, uno dei club europei più prestigiosi. A diciotto anni nel 2017 dopo aver vinto dei campionati spagnoli, ha dato un grande contributo per la vittoria della sua Slovenia agli europei e nel 2018 ha trascinato il Real Madrid alla vittoria dell’eurolega, dove è stato pure riconosciuto come miglior giocatore e l’anno scorso in NBA ha vinto il premio di rookie dell’anno, il premio dedicato ai debuttanti. C’è una cosa che lascia sconcertati, il fatto che in NBA nel 2018 non sia stata la prima scelta del draft ma solo la terza, perché gli statunitensi hanno snobbato il basket europeo, ma oggi tutti si sono pentiti di questo. Il leggendario campione LeBron James, idolo di Luka Doncic, l’anno scorso ha detto pubblicamente: “Ma di cosa vi meravigliate? Sono anni che questo ragazzino gioca divinamente e domina.” L’anno scorso il giovane fenomeno dopo aver giocato contro di lui, gli ha umilmente chiesto la maglia e James gliel’ha data con la seguente dedica: “Mira alla grandezza”. Questa frase è stata vista come un’investitura, un passaggio di consegne di un campione che sta iniziando la propria fase calante, al campione che secondo lui dovrà essere il simbolo della NBA tra qualche anno. Quest’anno i due campioni hanno nuovamente giocato contro ed entrambi hanno avuto un rendimento pazzesco, con James che a fine partita ha riconosciuto i miglioramenti del ragazzo prodigio rispetto all’anno scorso, dandogli amichevolmente del figlio di buona donna. Il ragazzo oltre all’enorme talento, sembra anche avere la testa giusta, ha voglia di lavorare e l’umiltà di migliorare e di superare i propri limiti e mette il basket in cima ai propri interessi. Nonostante la consapevolezza dei propri mezzi, è anche rispettoso dei veterani, una virtù che piace a critici ed avversari. I Dallas Mavericks gli hanno già consegnato le chiavi dello spogliatoio, chiaramente è presto per sapere dove potrà arrivare, ma a venti anni sono davvero pochi, forse nessuno, i gocatori, che possono vantarsi di aver ottenuto così tanto, sia come troferi vinti, che come rendimento e riconoscimenti individuali.

Andrea Renzi.