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NBA, misure precauzionali contro il Coronavirus

Il pericolo coronavirus ha toccato anche gli USA e la NBA ha stilato delle regole per i propri giocatori, per evitare il diffondersi del contagio.

7 mar 2020
NBA, misure precauzionali contro il Coronavirus

La Nba ha inviato un vademecum a tutte le squadre per fronteggiare l'emergenza Coronavirus, con le indicazioni da seguire per proteggersi dal rischio di contagio. Tra queste c'è quella di evitare di "dare il cinque" ai tifosi e firmare autografi. La lega professionistica del basket nordamericano sta effettuando un monitoraggio a 360 gradi della situazione dopo che il virus si sta espandendo anche negli Usa. Così, fra l'altro, la Nba consiglia ai giocatori di evitare di prendere oggetti come penne, pennarelli, palloni e maglie dagli appassionati in cerca di autografi. Il memorandum è stato inviato a tutte le squadre. Va anche ricordato che già prima che arrivassero le indicazioni della lega, alcuni giocatori come il play di Portland, CJ McCollum, avevano fatto sapere che non avrebbero più firmato autografi, a causa del Coronavirus.

Questi sono stati i primi commenti significativi dei giocatori dei Washingotn Wizartds: Isaiah Smith ha detto di essere molto attento, di lavarsi spesso le mani e di non toccarsi quasi mai il viso, ma ha ironizzato dicendo che per un semplice colpo di tosse gli altri potrebbero allarmarsi, invitando dunque a rilassarsi. Tutta la squadra ha detto però di vivere serenamente la vicenda rispettando però tutte le procedure. Davis Bertans, anch’egli giocatore dei Washington Wizards, ha detto di non essere preoccupato per sé e per sua figlia a causa della giovane età e del loro stato di salute e che questa malattia diventerà presto una normale routine. Sembra molto più cauto nelle previsioni la stella della squadra, Bradley Beal, che dice di saperne troppo poco su questa vicenda.

Il CIO nel frattempo annuncia ottimismo per i giochi olimpici del 2020, tra le cui discipline sarà presente anche il basket. Anche giocatori NBA di altre squadre si sono espressi sulla vicenda, come Bobby Portis di New York che ha dato i pugni ai tifosi e non il five dicendo semplicemente “Corona”. CJ McCollum ha fatto una battuta, dicendo che i pugni sono meglio dei five. La NBA nel 2009 emise un comunicato in cui obbligava i giocatori influenzati a non viaggiare assieme agli altri; questa vicenda sembra destare però più preoccupazioni, come d’altronde in ogni parte del mondo, anche se c’è voglia di sdrammatizzare e di restare sereni.

Andrea Renzi