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Nba, un mondo al contrario

15 lug 2019
Nba, un mondo al contrario

La NBA è nata nel 1946 e nei suoi primi anni di esistenza vi erano solo giocatori bianchi, poi dagli anni 50 in poi anche i neri vi poterono accedere e grazie alle loro doti atletiche, generalmente superiori a quelle dei bianchi, diventarono in linea di massima i principali dominatori del gioco ed è così ancora oggi.

I bianchi erano e sono tuttora visti con diffidenza, rispetto ai neri, un po’ per il motivo già citato delle doti atletiche e un po’ perché generalmente i neri che approdano nella NBA vengono dai bassi ceti sociali e quindi si sentono più predisposti a lottare per emergere, mentre i bianchi vengono visti come dei privilegiati sociali, a cui tutte le strade sono state spianate, per regalare loro il successo.

E’ bene precisare che non si tratta di un vero razzismo sociale, nel senso che i bianchi non vengono bullizzati per il colore della propria pelle, ma di uno snobbismo sportivo e così nel pianeta NBA ci ritroviamo un mondo al contrario, dove gli sfavoriti che devono lottare maggiormente contro i pregiudizi, sono i bianchi.

Tra i più grandi giocatori bianchi c’è sicuramente Larry Bird, che negli anni 80 ha vinto tre titoli NBA come leader dei Boston Celtics e che con dei mezzi atletici normali, riusciva a dominare i suoi avversari neri, molto più atletici di lui, grazie ad un innato genio cestistico.

Un altro bianco di grande successo con lo stesso handicap atletico di Larry Bird, è stato Jerry West negli anni 60 – 70, che ha vinto un titolo NBA, un altro ancora è John Stockton, che oltre ad essere bianco, era anche piccolo (solo 185 cm) ed è stato probabilmente il più grande campione con mezzi umani in mezzo agli alieni, quello a cui si ispirano un po’ tutti.

Ma il giocatore bianco forse più discriminato di sempre, è stato Drazen Petrovic, che oltre ad essere bianco e non molto alto per il basket, aveva pure la “sfortuna” di essere europeo, in un momento storico in cui c’era pochissima apertura mentale, verso il vecchio continente. Ci fu un episodio particolare, che segnò la sua ascesa in NBA; il suo difensore diretto, il nero Vernon Maxwell, prima di affrontarlo disse con parole che non posso riportare testualmente, che doveva ancora nascere un europeo bianco, in grado di sopraffarlo e Petrovic contro di lui segnò 44 punti, portando tutta la critica dalla sua parte. Va anche detto che negli ultimi anni, grazie ad una maggiore informazione in tutti i settori e all’espansione della NBA un po’ in tutto il mondo, questa diffidenza verso i bianchi è molto calata, oggi infatti sono tantissime le nazioni, che hanno dei giocatori in NBA, non solo giocatori neri.

Andrea Renzi