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L'analisi del lunedì

8 ott 2012
L'analisi del lunedì
Che Leonardo Acori sia nato sotto una buona stella lo si era percepito da tempo. La fortuna, aiuta gli audaci, e il condottiero di Tordandrea lo è. Non si vince solo con la buona sorte, soprattutto se poi i successi, assumono continuità, ma ieri, alla sua prima da allenatore del San Marino ha girato tutto bene. Con Fogacci e Pelagatti out, Acori ridisegna la difesa. Getta nella mischia, Vittorio Ferrero, completamente dimenticato da Petrone, giocherà la sua miglior partita. Si affida a Vivan, il portiere non solo vince tutti i confronti nelle uscite, ma compie almeno due interventi da tre punti. Galuppo e Crivello si esprimono su buonissimi livelli, e la partita di Farina dura solo 6 minuti : per il giovane esterno destro della difesa, distorsione al ginocchio. Farina classe 93, viene sostituito da Federico Mannini, sostituzione precisa. Acori mantiene i due Under in campo e non cambia l’assetto tattico. Impatto perfetto per Federico Mannini, che non solo fa il suo, ma regala l’assist del primo goal all’altro under in campo, Francesco Casolla.
Al rientro in campo fuori Mannini, stiramento per lui, e dentro l’unico under che è rimasto: Diego Mella. Qui si vede la mano del tecnico, che ruota l’assetto tattico a suo piacimento come se conoscesse da anni le caratteristiche dei singoli : il francese Doubia, retrocede nella linea dei difensori, e Mella prende il suo posto come esterno destro del centrocampo; risultato, goal di Mella. Il San Marino di ieri nel complesso ha mostrato voglia di reagire, determinazione e sostanza ma nei due episodi fondamentali della partita sono entrati due giocatori, Mannini e Mella, che con la difesa già in emergenza, senza l’ulteriore infortunio di Farina, probabilmente non sarebbero stati della partita. Senno di poi. L’importante è avere mosso in maniera significativa la classifica, incamerando entusiasmo che servirà nella delicata sfida di domenica a Bergamo con l’Albinoleffe che precede il riposo. Acori, i numeri parlano per lui, non è solo un talismano.

Lorenzo Giardi