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Caos Rimini: niente raduno, il Comune incontra Grassi. La Curva Est contro Penta

di Riccardo Marchetti
17 lug 2019
Rimini Calcio
Rimini Calcio

A Rimini s'è pensato a tutto meno che al campo nel giorno in cui, solo in teoria, si doveva radunare la squadra biancorossa. Di sicuro non c'era Mario Petrone, al quale la società, in attesa di ottenere la risoluzione del contratto, ha chiesto di prolungare le ferie di 5 giorni. Le possibilità di ricucire il rapporto sembrano pura fantasia, ora bisognerà vedere come – e in che tempi – le parti riusciranno a trovare un accordo per l'addio.

Per sostituirlo Penta ha deciso di puntare su Cioffi, sempre a patto che lo stesso Penta mantenga il suo ruolo centrale nella gestione del mercato del Rimini. L'uomo di fiducia di Nicastro è un ex capo ultrà del Cesena e la cosa non va molto a genio al tifo organizzato biancorosso. A riguardo, la Curva Est ha messo tutto nero su bianco in un duro comunicato, nel quale chiede tre cose: che Grassi se ne vada quanto prima, che Nicastro si presenti a Rimini scusandosi ed togliendo qualsiasi ruolo societario a Penta – definito “personaggio irricevibile, per non dire palese provocazione” – e che l'amministrazione comunale si faccia sentire.

E su quest'ultimo punto è stata accontentata, perché nel pomeriggio il sindaco Gnassi e l'assessore allo sport Brasini hanno incontrato Grassi. L'amministrazione ritiene raggiunti gli obiettivi del progetto triennale post fallimento – che prevedeva ritorno in C, solidità economica e legame col territorio – che era stato la base per l'assegnazione del Rimini a Grassi. Adesso però il Comune chiede delucidazioni sulla trattativa con l'imprenditore italo-americano Nicastro, che in base agli accordi dovrebbe rilevare prima il 30% e poi il 100% del club. Fermo restando che le decisioni spettano alla società, chiede di conoscere ufficialmente i nuovi soci e pretende da essi massima chiarezza, trasparenza. E la presentazione, insieme alla società attuale, di un piano industriale e di gestione per i prossimi anni, sul solco degli accordi del 2016.