Ora presidente del settore tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio e capodelegazione al Mondiale 2014 – ultimo a cui l'Italia ha preso parte, prima delle tre mancate partecipazioni consecutivi – Demetrio Albertini, nel corso della serata "Sport con Gioia", ha parlato del difficile momento che sta attraversando la Nazionale e non solo: “La prima cosa è che non bisogna essere troppo superficiali. Sento tante ricette e altro. Oggettivamente mi limito a dire che non bisogna essere superficiali. Siamo in una situazione delicata, non dobbiamo sottovalutarla perché se continuiamo a sottovalutarla come abbiamo fatto per tanti anni poi raccoglieremo quello che seminiamo, quindi non possiamo pensare solo alla fortuna o alla sfortuna, ma come ho detto bisogna essere non superficiali nel valutare quello che bisognerà fare”
Tu sei stato anche vicepresidente di Giancarlo Abete che ora è uno dei possibili candidati assieme a Giovanni Malagò. Abete può dare una spinta per riportare l'Italia ai tempi d'oro? “Io dico che la Federazione ha bisogno di tutti, di una condivisione che però tante volte rappresentano dei vincoli. Io credo che non è il momento oggi di parlare da fuori ma lasciare lavorare quelli che ci sono messi in gioco per poter portare dei contributi e quindi io da spettatore mi tengo a latere e basta”
E sul Milan... “Oggettivamente se devo pensare a quest'ultimo periodo il Milan non sta facendo bene, però se devo pensare a tutta la stagione è lì a giocarsi quello che è l'obiettivo della Champions, che oggettivamente - con tutte le difficoltà che può aver avuto - è forse l'obiettivo massimo che poteva prefissarsi all'inizio dell'anno. Essere così lontani dalla vetta è un dispiacere perché il Milan non può essere così lontano dalla vetta però deve essere un obiettivo e bisogna lavorare per questo”